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l'appello

Incendi a Santo Stefano Quisquina: il dramma dei piccoli agricoltori senza Partita IVA dimenticati dai ristori

Decine di famiglie con terreni ad uso familiare hanno subito ingenti danni ma rischiano l'esclusione dagli aiuti della Regione Siciliana

31 Agosto 2026, 10:10

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Incendi a Santo Stefano Quisquina: il dramma dei piccoli agricoltori senza Partita IVA dimenticati dai ristori

Gli incendi che hanno devastato il territorio di Santo Stefano Quisquina nel luglio scorso continuano a lasciare una scia di cenere e amarezza. Se per le aziende agricole regolarmente iscritte alla Camera di Commercio si sono mobilitate le prime procedure di censimento, esiste una vasta fascia di popolazione che rischia di rimanere del tutto invisibile agli occhi della Regione Siciliana. Si tratta di decine di famiglie e piccoli proprietari terrieri: cittadini che coltivano appezzamenti ad uso familiare, sprovvisti di partita Iva o di fascicolo aziendale, ma che dal rogo hanno subito danni reali, profondi e documentabili.

A dar voce a questo "popolo dimenticato" è l'ALPAA (Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari Ambientali) di Santo Stefano Quisquina, guidata da Angelo Gentile, insieme al gruppo locale "Fianco a Fianco". Attraverso una formale lettera-appello inviata via Pec al presidente della Regione Renato Schifani, alla Giunta e ai deputati dell'Ars, l'associazione chiede con urgenza l'estensione delle misure di ristoro economico e il riconoscimento dei danni anche per chi non è imprenditore agricolo a titolo principale.

«Un piccolo uliveto o un frutteto destinato al fabbisogno della famiglia non rappresenta soltanto un risparmio sulla spesa domestica, ma è anche il frutto di decenni di sacrifici, di cura del paesaggio e di presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico e l'abbandono dei campi», sottolinea il documento. Con il fuoco che ha incenerito alberi secolari, le famiglie colpite dovranno attendere anni prima che i nuovi impianti tornino a produrre, affrontando subito le ingenti spese di bonifica e reimpianto.

L'istanza presentata dalle associazioni stefanesi chiede quindi una misura straordinaria e specifica: una procedura d'accesso semplificata che non imponga l'apertura forzata di posizioni fiscali o perizie dai costi sproporzionati rispetto all'entità del danno. Non si tratta di sottrarre risorse alle imprese del settore, spiegano i promotori, ma di garantire un principio basilare di equità sociale tra cittadini colpiti dalla medesima calamità. La palla passa ora a Palermo, da cui Santo Stefano Quisquina attende segnali concreti di vicinanza e risposte finanziarie immediate per non lasciare morire la propria economia rurale e domestica.