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Sovraindebitamento

Cancellati 490mila euro di debiti a una coppia: storica sentenza del Tribunale di Sciacca

Un ex imprenditore e la moglie ottengono la cancellazione totale delle passività grazie al Codice della crisi d'impresa. L'intervento dell'Organismo di Composizione di Ribera e dei legali della coppia permette la ripartenza economica del nucleo familiare

02 Settembre 2026, 10:24

10:30

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Una sentenza destinata a fare da apripista e a restituire dignità e speranza a chi si trova soffocato dai debiti senza alcuna colpa. Per la prima volta nella sua storia, il Tribunale di Sciacca ha applicato la misura straordinaria dell'esdebitazione dell'incapiente, cancella-debiti prevista dall'articolo 283 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Il provvedimento, firmato dalla giudice Veronica Messana, ha dichiarato definitivamente inesigibili ben 490 mila euro di passività accumulati da una coppia di coniugi residenti nel territorio.

La storia dei due coniugi rispecchia quella di tante piccole realtà familiari travolte dalla congiuntura economica. Il marito era titolare di una piccola impresa familiare, supportato nel lavoro quotidiano dalla moglie. Dopo anni di attività, la crescita della concorrenza unita al sopraggiungere di gravi problemi di salute del titolare hanno innescato il declino dell'azienda, portandola alla chiusura. Nonostante entrambi si fossero rimboccati le maniche trovando nuove occupazioni, gli stipendi percepiti non bastavano più nemmeno a coprire gli interessi accumulati, arrivando a compromettere persino il soddisfacimento dei bisogni primari della famiglia.

Di fronte a un'esposizione finanziaria diventata insostenibile, la coppia si è affidata all'Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento "I Diritti del Debitore - Segretariato Sociale Comune di Ribera". L'accuratezza del lavoro svolto dal Gestore della crisi e il supporto legale fornito dalle avvocate Vincenza Vella e Liliana Mustacchia hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l'intera vicenda finanziaria. Le legali sono riuscite a dimostrare di fronte al giudice la totale buona fede dei coniugi e la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa.

In sede di giudizio, il Tribunale ha riconosciuto la piena meritevolezza dei ricorrenti, escludendo qualsiasi ipotesi di frode, colpa grave o malafede. Tenuto conto della ridotta capacità lavorativa dell'uomo e della permanente assenza di beni patrimoniali aggredibili, la magistratura ha azzerato l'intero monte debitorio. La decisione sottolinea inoltre il grande valore d'impatto sociale della procedura familiare unificata, uno strumento che consente ai membri di un medesimo nucleo di affrontare la crisi economica con un solo procedimento, abbattendo drasticamente tempi e costi della giustizia.