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Il "Sudario per la pace" abbraccia Sciacca: diciottomila nomi per non dimenticare Gaza

Un lenzuolo bianco portato a spalla tra le vie della città per trasformare il dolore in memoria attiva

21 Settembre 2026, 09:16

09:20

Il "Sudario per la pace" abbraccia Sciacca: diciottomila nomi per non dimenticare Gaza

 La città nel fine settimana ha accolto il “Sudario  per la pace” che sta girando l'Italia. Una testimonianza come conito, non come cimelio. Sul lenzuolo, più di diciottomila nomi: bambini uccisi entro la fine di luglio 2025, vite spezzate che il mondo fatica ancora a guardare. Un elenco che ha attraversato la piazza Scandaliato e via Roma. Un sudario che non avvolge una reliquia del passato, ma grida la tragedia del presente, portando nel cuore della città la voce muta dei più piccoli tra le vittime della Striscia di Gaza. La tappa saccense ha trasformato il centro storico in un altare civile, un luogo di esposizione pubblica del dolore e della responsabilità. Il comitato civico “Sciacca con Gaza” ha organizzato un corteo sobrio e intenso: uomini, donne, giovani, famiglie.

Dall’atrio superiore del Comune il lenzuolo è stato portato a spalla lungo alcune vie del centro, fino a piazza Scandaliato, dove il telo è stato disteso come una pagina aperta. Un gesto collettivo che ha assunto il valore di una denuncia: un coro di indignazione contro il genocidio in atto e di solidarietà verso il popolo palestinese, mentre la comunità saccense ribadiva che la memoria non è mai neutra. Il sudario è stato realizzato dal Collettivo di Carnia per la Pace per Gaza di Tolmezzo, che da mesi porta avanti un lavoro di ricostruzione dei nomi e delle storie dei bambini uccisi. Un’opera artigianale e politica insieme, nata per impedire che la tragedia venga inghiottita dall’abitudine alle cifre.

Ogni nome scritto è un atto di resistenza alla cancellazione. L’iniziativa di Sciacca ha aggiunto un tassello ulteriore: la proposta di creare, a livello locale, un osservatorio civico permanente dedicato alla documentazione delle violazioni dei diritti umani a Gaza e alla promozione di momenti pubblici di consapevolezza. Un impegno che punta a trasformare la commozione in responsabilità, la solidarietà in azione, la memoria in un presidio stabile contro l’indifferenza.