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allarme della cgil

Traffico in tilt, fango sulle strade e turismo in calo: Agrigento prigioniera dell’emergenza viabilità

Le prime piogge e il rientro a scuola riaprono la ferita delle infrastrutture nella provincia. Oltre 5.000 residenti bloccati a Porto Empedocle, con forti ripercussioni sul trasporto scolastico per chi proviene da Sciacca

21 Settembre 2026, 12:38

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Traffico in tilt, fango sulle strade e turismo in calo: Agrigento prigioniera dell’emergenza viabilità

La riapertura delle scuole e i primi temporali riaccendono i riflettori sul collasso infrastrutturale della provincia. La CGIL lancia l'allarme: "La SS 115 a Porto Empedocle è un imbuto insostenibile per studenti, lavoratori e imprese".

Bastano il suono della campanella scolastica, il rientro dei pendolari e la prima pioggia di fine estate per far precipitare l'Agrigentino nella consueta paralisi viaria. Un territorio strutturalmente fragile, dove un acquazzone è sufficiente a trasformare le arterie stradali in torrenti di fango, mettendo a nudo ritardi cronici, cantieri al palo e un dissesto idrogeologico mai affrontato a dovere.

A pagare il prezzo più alto di questo stallo è ancora una volta lo snodo della strada statale 115 all’altezza di Porto Empedocle. Qui, oltre cinquemila residenti dei quartieri via Crispi e Ciuccafa si ritrovano periodicamente ostaggio delle auto in colonna, mentre pendolari, autotrasportatori e studenti rimangono bloccati in estenuanti ingorghi. Una condizione denunciata con forza dalla CGIL di Agrigento insieme alle sigle Fillea e Filcams.

Il coordinatore provinciale della Rete degli Studenti Medi, Francesco Rizzo, al fianco del segretario generale della CGIL Alfonso Buscemi, ha ribadito la frustrazione di chi ogni mattina cerca di raggiungere le aule: chi arriva da Sciacca e dai comuni limitrofi verso il capoluogo vive un'odissea quotidiana. Un'angoscia a cui fa eco il segretario Buscemi, ricordando come la voce dei giovani e quella di un territorio ferito dal maltempo non possano più rimanere inascoltate.

Il collasso della mobilità travolge a catena l'intera economia locale. Sul fronte del lavoro edile, il segretario della Fillea CGIL Francesco Cosca evidenzia come lo sblocco delle grandi opere e la messa in sicurezza del territorio rappresentino l'unica vera boa di salvataggio per il comparto delle costruzioni, oggi a rischio contrazione con l'avvicinarsi della chiusura dei cantieri legati al PNRR.

Non va meglio al comparto turistico e dei servizi. La segretaria della Filcams CGIL, Salvina Mangione, sottolinea come la stagione estiva 2026 abbia già mostrato i segni di una marcata contrazione, dominata da un turismo "mordi e fuggi" e "last minute" che ha ridotto la durata delle assunzioni stagionali. Senza strisce d'asfalto sicure, connessioni veloci e una viabilità moderna, la straordinaria vocazione turistica dell'Agrigentino rischia di rimanere imprigionata in una gabbia di inefficienze burocratiche e strutturali. Dal sindacato arriva quindi un appello corale alle istituzioni regionali e locali: stop alle promesse da oratorio, servono tempi certi, risorse immediate e cantieri reali.