le rotte della speranza
Dramma in mare, salvati 24 migranti: grave una bimba di 3 anni. Sbarco d'urgenza a Lampedusa
L'imbarcazione della Ong ha cambiato rotta dopo un guasto tecnico mentre si dirigeva a Palermo
Ventiquattro vite umane strappate alle onde del Mediterraneo centrale dopo due giorni di navigazione alla deriva su un gommone precario e sovraffollato. È il bilancio dell'ultimo salvataggio compiuto dall'imbarcazione di soccorso Sea Eye 5, intervenuta tempestivamente a seguito dell'avvistamento effettuato dall'aereo di ricognizione Sea Bird 2 della ong Sea Watch.
Tra i naufraghi messi in salvo si contano diverse donne e una bambina di appena tre anni, le cui condizioni di salute destano particolare preoccupazione. A tracciare il quadro clinico dei sopravvissuti è Christin Linderkamp, responsabile dell’assistenza medica a bordo della nave: «I ventiquattro soccorsi ci hanno riferito di essere rimasti in mare per due giorni consecutivi. Tra loro c'è una bimba di tre anni fortemente disidratata e molto debole».
Inizialmente, le autorità italiane avevano designato il porto di Palermo per lo sbarco dei migranti. Tuttavia, durante il tragitto verso la Sicilia, l'imbarcazione della Ong ha registrato alcuni problemi tecnici che hanno reso impossibile proseguire verso il capoluogo. L'equipaggio ha quindi formulato una richiesta d'urgenza per ottenere un approdo alternativo, accolta prontamente dalle autorità competenti.
L'imbarcazione ha fatto rotta verso Lampedusa. Sull'isola è stato allestito il dispositivo di prima accoglienza e soccorso sanitario per prendere in carico i naufraghi e prestare le cure immediate necessarie alla piccola e agli altri passeggeri.