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iniziativa della cgil

Agrigento, un murales contro la mafia: l'arte della memoria nel cuore della città

Sabato 3 ottobre lo svelamento dell’opera “Nel solco dei diritti”: un messaggio permanente per gli studenti e la cittadinanza.

23 Settembre 2026, 10:20

10:30

Agrigento, un murales contro la mafia: l'arte della memoria nel cuore della città

La memoria non si limita al ricordo; pretende di farsi carne, voce e colore nella quotidianità. Con questa premessa, la CGIL di Agrigento si appresta a consegnare alla comunità un’opera simbolica e dal forte impatto civile: un grande murales dal titolo evocativo “Nel solco dei diritti, il riscatto di una terra che costruisce il futuro”. L’inaugurazione si terrà sabato 3 ottobre, alle ore 18, nella cornice di piazzale Rosselli, uno degli snodi più dinamici e frequentati da studenti, pendolari e visitatori della città dei Templi.

L’iniziativa nasce con un intento preciso: sottrarre la lotta alla criminalità organizzata alla retorica delle celebrazioni di maniera per trasformarla in un presidio visivo permanente. Collocata nel cuore pulsante della mobilità cittadina, l’opera d’arte parlerà ogni giorno a chiunque attraversi quel piazzale, affidando in particolar modo ai giovani il testimone del riscatto sociale e morale dell’Agrigentino.

Alla cerimonia di svelamento parteciperanno i vertici regionali del sindacato, rappresentanti delle istituzioni, autorità dello Stato e numerose realtà sociali del territorio, a testimonianza di una rete istituzionale e cittadina che intende compattarsi attorno ai valori fondanti della democrazia.

«La memoria deve diventare impegno quotidiano», sottolinea il segretario generale della CGIL agrigentina, Alfonso Buscemi. «Questo murales rappresenta un dono alla città, ma si rivolge soprattutto alle nuove generazioni. La legalità non può ridursi a una parola formale da spendere soltanto nelle ricorrenze solenni: la si edifica giorno dopo giorno attraverso il rispetto dei diritti sul lavoro, la giustizia sociale, la partecipazione attiva e la rigorosa difesa delle istituzioni democratiche».

Per il sindacato, infatti, il contrasto alle consorterie mafiose non si esaurisce nelle aule di giustizia o nelle operazioni di polizia, ma richiede una capillare bonifica del tessuto socio-economico. Sradicare la cultura della sopraffazione significa combattere la piaga del lavoro nero, lo sfruttamento di manodopera e ogni forma di precarietà e ricatto che strangoli la libertà e l'autonomia delle persone.

A ribadire l'interdipendenza tra dignità lavorativa e affrancamento dalle mafie è anche Maria Concetta Barba, responsabile del Dipartimento Legalità della CGIL: «Vogliamo una terra nella quale nessuno si trovi mai costretto a scegliere tra il diritto al lavoro e la propria dignità. I nostri giovani devono avere la concreta possibilità di rimanere e costruire il proprio avvenire qui, senza dover piegare la testa».

Incastonato nel panorama urbano di Agrigento, il murales si candida così a diventare un faro di responsabilità collettiva: un monito visivo affinché il sacrificio di donne e uomini caduti per la libertà continui a ispirare la nascita di una comunità più equa, solidale e definitivamente affrancata dal giogo mafioso.