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il museo fantasma

Restauri da un milione e mezzo ma il museo resta al buio: il degrado del Palazzo Filippini ad Agrigento

La Galleria Sinatra è chiusa per guasti all'illuminazione, il polo virtuale Metaphorà è ignorato dai turisti e le tele di Philippone restano accatastate

24 Settembre 2026, 10:40

10:50

Paesaggi urbani, spazi pubblici e multiculturalità nella città plurale | Agrigento

Viaggio nel palazzo dei Padri Filippini sede della pinacoteca comunale e del Metaphorà il “Museo della città” tra spazi espositivi chiusi al pubblico e locali mai completati. Al piano terra, infatti, nei locali un tempo adibiti a portineria, non è stata completata quella che, nell’ultimo ambizioso progetto di ristrutturazione e riammodernamento, costati un milione e 500 mila euro, sono destinati a “Caffetteria del museo”.

L’accesso del pubblico nel palazzo continua ad essere interdetto per quanto riguarda il primo piano, quello che ospita la Galleria Sinatra, la pregiata collezione di opere pittoriche del paesaggio siciliano dell’Ottocento, che il mecenate Giuseppe Sinatra donò nel 1933 alla città. Tra l’altro, attualmente alle pareti del primo piano mancano diverse opere facenti parte della Collezione. Quadri che durante i mesi in cui Agrigento vantava il titolo di capitale Italiana della Cultura, poiché il palazzo Filippini era chiuso per i restauri, vennero prelevati in prestito da altre istituzioni locali, e ancora, a distanza di tutto questo tempo, non sono tornati al loro posto. Il motivo per cui la Galleria Sinatra sia chiusa al pubblico viene giustificato ufficialmente, con il fatto che “vi sono problemi all’impianto di illuminazione”. Problemi di conformità che persistono ormai da troppo tempo e che privano il museo di uno degli spazi più prestigiosi tenendo al buio le opere.

I locali all’ultimo piano del palazzo invece, quelli che ospitano il “Metaphorà”, in questi giorni di pioggia hanno subito qualche danno in quanto l’acqua piovana in alcuni punti è penetrata dagli infissi. Le grandi aspettative della vigilia, in cui si disse che il museo virtuale sarebbe stato il punto di partenza per visitare la città da parte di folle di visitatori, non si sono verificate. Fino ad oggi questo nuovo museo telematico che con la sua sala immersiva e i suoi desk altamente tecnologici deve raccontare i 2600 anni della città dalla sua fondazione, è stato visitato da pochissime persone. Ed è difficile, pure quantificare il numero perché non esiste un registro elettronico per il conteggio delle presenze. Tra l’altro dalla data di apertura del Metaphorà ad oggi non è stato nemmeno mai affissa all’esterno del palazzo la targa di segnalazione del sito.

Per fare spazio al museo virtuale venne smontata anche la Collezione Philippone, una trentina di opere ad olio del maestro agrigentino (con le proteste degli eredi che avevano siglato molti anni fa un protocollo d’intesa con il Comune per la fruibilità delle opere d’arte) che attualmente sono accatastate in attesa che si trovi un nuovo spazio per la loro collocazione. Con seri problemi di infiltrazioni dal tetto e dalle pareti confinanti con l’edificio accanto, il sito museale che al piano terra ospita opere d’arte sacra del Seicento e Settecento, dopo il lungo periodo di chiusura, sostanzialmente è rimasto come prima. Per la pinacoteca comunale sarebbe necessario provvedere ad un bando per la nomina di un direttore o sovrintendente in grado di poter finalmente effettuare l’intera catalogazione delle opere custodite all’interno del palazzo al fine di comprendere in maniera definitiva la consistenza del patrimonio artistico comunale. Molte opere in esposizione sarebbero infatti, date in prestito da musei o da altri enti; altre si trovano sparse in altre sedi istituzionali.

Il palazzo dei Filippini continua quindi ad essere “la cenerentola” dei beni culturali agrigentini. Il Comune ha anche provato in passato a cedere la gestione a società private ma nessuna si è fatta avanti. Attualmente in servizio ai Filippini vi è solamente un’impiegata e un’ispettrice della polizia municipale con compiti di vigilanza e di sicurezza ed altre due unità esterne. Necessiterebbero invece una serie di investimenti per riqualificare il sito e per far partire un’adeguata promozione del patrimonio artistico della città.

A queste domande, da anni, le Amministrazioni rispondono che non ci sono fondi disponibili. La speranza, sostengono, sarebbe la definitiva apertura del Museo Civico dove andrebbe collocata la Galleria Sinatra e una parte delle opere in esposizione ai Filippini. Ma l’attesa sembra ancora lunga!