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blitz salvavita

Tragedia sventata nel carcere di Agrigento: agente di Polizia penitenziaria salva un detenuto dalla morte

L'incredibile reattività di un poliziotto, solo di piantone su quattro sezioni, evita la tragedia a notte fonda: praticato il massaggio cardiaco fino all'arrivo del 118

24 Settembre 2026, 11:48

11:50

Interrogazione parlamentare dell'on Carolina Varchi (FdI)  su carcere di Agrigento

Il carcere di Agrigento

È stato un agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale Pasquale Di Lorenzo di Agrigento, con il contributo di un altro poliziotto intervenuto successivamente, a salvare da morte certa un giovanissimo detenuto di origine siciliana.

«Salvare una vita umana da morte certa è quanto di più straordinario, nobile e d'impatto un uomo possa compiere. Quando il salvataggio avviene all'interno di un penitenziario, fra le mura di una cella mentre è notte fonda, e la vita umana salvata è quella di un detenuto e il suo salvatore un poliziotto penitenziario, siamo di fronte a un gesto straordinariamente eroico - scrive il sindacato Sappe, a firma del delegato regionale Salvatore Gallo Cassarino -. Sottolineiamo la straordinarietà del salvataggio del detenuto avvenuto la notte scorsa».

Il poliziotto penitenziario intervenuto era chiamato a vigilare, da solo, contemporaneamente su due reparti, in due piani differenti e quindi in quattro sezioni, per un totale di oltre 180 detenuti. «Sono stati attimi concitati e di forte impatto emozionale per l'agente — si legge nella nota del Sappe —. Il poliziotto, senza esitare un istante, ha fatto accesso all'interno della camera detentiva sollevando di peso il giovane detenuto appeso alle sbarre. Questa azione ha evitato che lo strettissimo cappio soffocasse irrimediabilmente la giovane vita umana, riuscendo subito dopo l'arrivo dell'altro poliziotto a liberare definitivamente il detenuto dalla corda rudimentale».

«L'azione non si è conclusa qui. Il poliziotto — continua Gallo Cassarino — ha dovuto praticare un massaggio cardiaco sino all'arrivo dei sanitari, lasciando loro il compito di terminare le fasi della rianimazione, per poi farlo trasportare presso il nosocomio cittadino. Ancora una volta i poliziotti penitenziari dimostrano, ben oltre i loro compiti istituzionali, una professionalità, una preparazione e un senso di umanità straordinari. Con l'occasione si vuole evidenziare ancora una volta la capacità degli agenti di affrontare una situazione critica con rapidità e lucidità. I nostri colleghi, infatti — conclude la nota —, hanno affrontato una situazione drammatica con lucidità e sangue freddo, riuscendo a strappare un giovane alla morte. A loro va il più sincero ringraziamento del Sappe».