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il caso

Schiavitù e violenze sessuali anche su minorenni, scoperta una setta nel Torinese

Arrestato un uomo di 59 anni che attirava persone in condizioni di vulnerabilità con corsi di yoga e meditazione, si era autoproclamato "il prescelto" (e truffava prendendo la pensione di invalidità). Indagine dei carabinieri

01 Ottobre 2026, 08:25

12:04

carabinieri

Una presunta setta pseudo-spirituale è stata scoperta dai carabinieri nella Bassa  Val di Susa. Dalle prime ore di oggi i militari del Comando provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 59 anni, Bruno Antonio Malatesta, ritenuto responsabile di riduzione in schiavitù, maltrattamenti  in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai  danni dello Stato. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno della comunità si sarebbero consumate violenze fisiche e psicologiche e abusi sessuali.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torino e coordinate dalla procura della Repubblica, avrebbero documentato come il cinquantanovenne, attraverso corsi di yoga, meditazione e difesa personale, avvicinasse persone in condizioni di vulnerabilità.

Una volta conquistata la fiducia delle vittime, l'indagato le spingeva a trasferirsi e ad essere ospitate all'interno di una comunità residenziale da lui stesso creata e gestita nella bassa Val Susa.

All'interno della struttura, isolata dal resto del contesto sociale, si sarebbe attivato un vero e proprio sistema di coercizione. Stando agli elementi raccolti dalle forze dell'ordine, i residenti della comunità venivano sottoposti a continue violenze fisiche, vessazioni psicologiche e sistematici abusi sessuali. Avrebbe abusato sessualmente - secondo le indagini coordinate dalla procura di Torino - anche di vittime minorenni sottoponendole a reiterati atti di violenza sessuale facendole passare come presunte "terapie purificatrici».


L’uomo, con il ruolo di "Maestro", avrebbe esercitato un controllo totale sulle adepte mediante manipolazione psicologica, proponendo loro terapie sciamaniche o "rituali" in grado di alleviare le sofferenze o, addirittura, guarirle.

Malatesta si presenta sul web come maestro e formatore di yoga e discipline olistiche, esperto di arti marziali indiane e di riequilibrio bioenergetico con i cristalli. Nel suo profilo professionale racconta di avere iniziato il proprio percorso di formazione in India, frequentando monasteri himalayani e ashram, e di avere approfondito negli anni anche naturopatia, bioenergia e sciamanesimo. Ad Almese, nel Torinese, ha il suo studio. Alcuni video della sua attività sono pubblicati anche su YouTube. Del presunto "santone" si era occupato già nel 2018 anche un servizio della Rai.

Oltre all'arrestato ci sono tre indagati, due collaboratrici - una con il ruolo di "maestra" e l’altra psicologa professionista il cui effettivo ruolo è attualmente oggetto di approfondimento investigativo - gestivano la presunta setta sul piano logistico. Il collaboratore, "monaco" e massoterapista, eseguiva "terapie sessuali" a pagamento solo su clienti di sesso femminile, sfruttandone i momenti di lutto o fragilità.


Le vittime, secondo le indagini, venivano scelte in modo oculato, dato che erano spesso affette da problematiche o malattie e per tale motivo più manipolabili anche dagli stessi tre collaboratori del "maestro".

Il 59enne arrestato dai carabinieri nel Torinese nell’ambito dell’operazione "Asmodeo" e considerato al vertice di una setta pseudo-spirituale si era autoproclamato "il prescelto" poiché in contatto con la "madre divina". In base alle indagini dei carabinieri, dopo aver avviato una comunità residenziale nella bassa Val di Susa, ospitava principalmente donne da lui definite "monache" o "adepte", costringendole a fare voto di obbedienza e povertà versando in suo favore tutti i loro averi.
Tra le ipotesi di reato a carico del cinquantanovenne vi è anche la truffa aggravata ai danni dello Stato. L’uomo avrebbe infatti simulato la propria inabilità a deambulare, inducendo in errore la commissione medica dell’Inps percependo indebitamente oltre 80 mila euro a titolo di pensione di invalidità.