L'inchiesta
Certificati di morte in cambio di 15 euro: ecco come funzionava l'organizzazione a Palermo
Come funzionava l’organizzazione delle mazzette. I medici avrebbero incassato 3mila euro evitando in numerosi casi di recarsi a verificare personalmente le salme, con rischi anche per la salute
Bastavano 15 euro e ognuno avrebbe ottenuto il suo vantaggio, seppure illecitamente e mettendo a rischio la salute pubblica: il medico legale dell'Asp avrebbe evitato di andare casa per casa a vedere materialmente le salme per poter stilare i certificati di morte e gli impresari funebri avrebbero accelerato i tempi per le sepolture.
E' su questo che si sarebbe basato il presunto sistema di mazzette - l'ennesimo legato al business dei defunti - scoperto dalla squadra mobile, coordinata dal sostituto procuratore Renza Cescon, e che ha portato all'applicazione di 19 misure cautelari per corruzione e falso. Gli indagati sono in tutto 29, ma il gip Emanuela Carrabotta ha deciso di sottoporre all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria 17 impresari funebri e di emettere un'interdittiva per 2 medici legali dell'azienda sanitaria: sospensione per un anno dal servizio per Gioacchino Passalacqua, 67 anni, (era già stato messo in ferie forzate), e divieto di esercitare la professione per Benedetto Fogazza, 68 anni, ormai in pensione.
I poliziotti hanno intercettato gli indagati per circa due mesi, tra agosto e settembre 2024, e tante volte sono riusciti a registrare (anche in video) il passaggio delle banconote, ma anche la tenuta dei conti da parte dei medici, che spesso, non avendo il resto in contanti, avrebbero rinviato il pagamento del saldo. Le richieste sarebbero state quotidiane e i certificati a volte venivano rilasciati in blocchi da 8, 9 e 10, facendo lievitare la tangente, tanto che il pm parla di un "preoccupante quadro di corruzione sistemica" e di una "prassi generalizzata". In appena due mesi, secondo la ricostruzione dell'accusa, Passalacqua e Fogazza sarebbero riusciti ad intascare oltre 3 mila euro. I due avrebbero utilizzato lo stesso tariffario "segno evidente del fatto che non si facevano concorrenza ed aderivano al medesimo sistema criminale", come si legge nella richiesta di arresto.
«E cosa aveva?», «diagnosi ne aveva?», «tu la diagnosi la sai, giusto?», così avrebbe chiesto ripetutamente Passalacqua agli impresari, proprio lui che avrebbe dovuto invece vedere i defunti e e certificarne la morte. Un passaggio che la legge prevede avvenga non prima di 15 ore dal decesso e non oltre 30 ore. E non a caso o per un capriccio, ma per poter per esempio rilevare morti avvenute per malattie infettive ed epidemiche e consentire dunque di mettere in atto misure di sicurezza per evitare contagi. Ma, secondo la Procura, i due medici legali dell'Asp non avrebbero mai visto i resti delle persone di cui pure certificavano il decesso.
In alcuni casi, però, Passalacqua sarebbe stato prudente, ovvero se il defunto era imparentato con qualche "sbirro", cioè un appartenente alle forze dell'ordine: «E devo andare a vederlo!», diceva ad un impresario che gli rispondeva: «No, dottò, 97 anni, che deve andare a vedere?» e il medico: «No, per il figlio che lavora lì... poi dice: 'Ma non viene nessuno...». E raccomandava: «Tu devi stare attento, vedi che abbuschi, tu quando ci sono sbirri...».
Decine e decine le conversazioni intercettate in cui si discute di soldi e uno degli indagati arriva a parlare di un «libro dei pagatori» in cui Passalacqua avrebbe tenuto la contabilità delle mazzette. «Tu mi fai confondere, chistu fa, chistu pigghia», diceva ancora il medico riferendosi alle tante richieste di un impresario, che rispondeva: «Ora te lo dico io quanto ti devo». In un altro caso Passalacqua chiedeva direttamente "120" e poi: «Abbiamo arretrati?». L'interlocutore chiariva: «Sì, sì, ne abbiamo 45, perché l'altra volta ti ho dato 30 euro e ne restarono 45... Non ti preoccupare, se mancano soldi mi chiami». In un'altra circostanza era un impresario a chiedere: «Quanto devo? Faccia questo conto» e il medico: «Eh facciamo... Allora sono 8 più 2 partenze, sono 150».