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Tentata estorsione al Verdura Resort: condanna definitiva a 2 anni per l'imprenditore Ignazio Tavormina

Gli ermellini rigettano il ricorso della difesa: confermata la sentenza d'appello per il vivaista di Ribera

07 Ottobre 2026, 10:27

10:32

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Diventa definitiva la condanna a 2 anni di reclusione per Ignazio Tavormina, 61 anni, imprenditore di Ribera e titolare di una ditta di vivai. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Palermo al termine del processo d'appello "bis". L'uomo è stato ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione ai danni del Verdura Resort, la rinomata struttura alberghiera di lusso di proprietà del magnate sir Rocco Forte. È scattata invece la prescrizione per un altro capo d'accusa, quello di estorsione consumata.

La complessa vicenda giudiziaria affonda le sue radici nel 2009. La ditta dell'imprenditore riberese aveva in appalto la gestione delle vaste aree verdi ornamentali e agricole del prestigioso complesso turistico. Secondo l'impianto accusatorio, scaturito da una indagine dei carabinieri della Compagnia di Sciacca, le tensioni sarebbero nate quando Tavormina apprese l'intenzione della direzione del resort di non rinnovare i contratti d'appalto ormai in scadenza. Per costringere i vertici della struttura a fare marcia indietro, l'imprenditore avrebbe messo in atto una serie di condotte intimidatorie. L

e accuse parlano di minacce verbali, dirette e indirette, rivolte sia ai dirigenti che al personale dipendente. A questo clima di pressione si erano aggiunti, secondo gli investigatori, veri e propri atti di sabotaggio perpetrati ai danni degli automezzi di proprietà del complesso alberghiero.

Il verdetto definitivo mette la parola fine a una lunga battaglia legale. Al processo si era infatti costituita parte civile la società Mediterranea Golf & Resort, avanzando una richiesta di risarcimento complessiva di circa 400 mila euro per i danni patrimoniali e morali subiti. Insieme alla società, si sono costituite come parti civili anche sei persone offese, tra dipendenti e dirigenti della struttura.