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Caso Crosta ad Agrigento, la sanatoria è bocciata: Sodano sceglie Micciché e il centrodestra affila le armi

Il sindaco si appresta a riorganizzare la giunta puntando su una fedelissima. L'opposizione attende però il primo cittadino in aula per chiedere conto delle dichiarazioni sui complotti di sistema

08 Ottobre 2026, 11:56

12:00

Caso Zingarello, bufera su Controcorrente: La Vardera avvia un'indagine interna sul vicesindaco Crosta

Era rimasta per 40 anni ad attendere. È bastata una “tempesta” politica e mediatica per far riemergere dal cumulo sotto cui era sepolta, la pratica di sanatoria proposta dall’ex vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta, che il Comune di Agrigento ha ieri mattina ufficialmente respinto.

Un’accelerazione nella gestione delle richieste di sanatoria che dipende anche da un atto di indirizzo che lo stesso Crosta aveva firmato poco prima del passo indietro ed era conseguente all’inasprimento dei toni della politica (partendo dal leader di Controcorrente, La Vardera) sulla vicenda dell’immobile conteso.

Un “no” che giunge a qualche settimana di distanza dal diniego al nulla osta paesaggistico pronunciato da parte della Soprintendenza ai Beni culturali per carenza documentale per la medesima vicenda e che chiude – salvo ricorsi al Tribunale amministrativo regionale – la pratica da un punto di vista burocratico. Si dovranno poi attivare le procedure di demolizione, chiaramente, ma questa è un’altra storia: le ruspe, del resto, tacciono.

A rimanere aperto è il tavolo della politica: quando Crosta andò via, risparmiando a Sodano l’onere di rimuoverlo (dopo giorni di difesa a spada tratta, con una crisi registrata anche nei confronti dello stesso movimento Controcorrente) il primo cittadino firmò un lunghissimo post social nel quale definì il legale come «la prima vittima di un sistema che sta reagendo senza scrupoli a un’amministrazione comunale contraddistinta esclusivamente dai principi di libertà e correttezza», precisando infine: «Adesso, fratello mio, abbi la serenità di chiarire ogni posizione e di far valere fino in fondo le tue ragioni. E poi torna, se ancora ne avrai voglia, ad aiutarci. Perché Agrigento ha bisogno di persone come te».

Non è chiaro se, adesso che la casa è stata definitivamente ritenuta non sanabile – sempre salvo ricorsi – e che la vicenda politica interna al movimento è in corso di definizione (che fine ha fatto il parere dei probi viri sulla permanenza dentro Controcorrente?) questa porta si sia definitivamente chiusa o meno anche se è abbastanza probabile che Crosta non abbia alcuna intenzione di tornare indietro al suo vecchio incarico, visto quanto avvenuto e le polemiche a cui sono stati esposti lui stesso e la sua famiglia.

Sodano dal canto suo dopo alcune settimane di “work in progress” si starebbe determinato per individuare un altro assessore a lui vicinissimo per il ruolo di vicesindaco: l’incarico infatti dovrebbe andare all’ingegnere Mariuccia Micciché, mentre entro qualche giorno dovrebbe arrivare la nomina di un nuovo componente della squadra amministrativa. Bisognerà poi capire come – e se- le deleghe andranno ridistribuite tra tutti i componenti, soprattutto incarichi “pesanti” come quello alla Polizia locale.

Si aprirà, dopo questo, probabilmente una fase di confronto politico vero e proprio sulla “Questione Crosta”, che fin qui non è mai approdata in Consiglio comunale. Molti componenti del centrodestra confidano di aver atteso che la vicenda giungesse al suo epilogo per chiedere chiarimenti al primo cittadino su quanto avvenuto, ma anche per aver conto delle affermazioni su un presunto “sistema” che avrebbe orchestrato la tempesta mediatica che avrebbe travolto, sempre secondo Sodano, il suo ex vice.

Ce n’è quanto basta per un autunno caldissimo sul fronte politico, proprio adesso che la vicenda sembrerebbe approdata ad una sua conclusione quantomeno di tipo amministrativo.