gestione servizio idrico
Nuova Consulta Aica e scontro sul Cda: martedì l'assemblea dei sindaci
L'ordine del giorno del vertice prevede l'approvazione del bilancio e la relazione sull'operato del Consiglio di amministrazione
E’ stata convocata per martedì 13 ottobre l’assemblea dei sindaci di Aica e, dopo lungo silenzio, si torna a parlare operativamente della consulta delle associazioni, sciolta nell’autunno del 2025 per volontà dei primi cittadini che contestavano la presenza di realtà che non sarebbero state configurabili con gli scopi dell’organismo.
In molti, in realtà, sospettarono fin da subito che il problema principale fosse l’eccessivo rigore della consulta rispetto all’attività svolta dal Cda e dai sindaci, ma è una tesi che le istituzioni hanno sempre (prevedibilmente) respinto.
Tra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea c’è l’approvazione del bilancio 2025 e, appunto, il voto del regolamento della Consulta. Si tratta di un testo che stabilisce le finalità della Consulta che, dice, deve fondarsi sui principi di trasparenza, informazione, partecipazione e sulla tutela dell'acqua intesa come Bene Comune. L'organismo, sostiene il regolamento, deve operare come uno spazio di confronto, dialogo e proposta tra i differenti portatori di interesse locali. Dal punto di vista operativo, le finalità perseguite mirano a raccogliere le istanze del territorio, diffondere la conoscenza riguardo alla gestione del servizio idrico integrato, monitorare l'andamento dei servizi e promuovere un dibattito pubblico trasparente. Inoltre, attraverso le sue attività di vigilanza e consultive, la Consulta punta a contribuire concretamente al miglioramento della qualità del servizio e a incentivare una cultura orientata all'uso sostenibile della risorsa idrica. Insomma, si è addomesticato un organismo di controllo che, in quanto tale, non avrebbe dovuto avere indicazioni di questo tipo per operare.
Le polemiche su questo tema non tarderanno, comunque: parrebbe che l’istruttoria già condotta da Aica per individuare le associazioni partecipanti abbia portato all’esclusione tra gli altri di Legambiente, ritenuta non particolarmente operativa sull’acqua pubblica.
Ma non sarà questo l’unico potenziale terreno di scontro: tra i punti all’ordine del giorno è prevista infatti una relazione sull’operato del Cda e potrebbe rappresentare un’occasione per i sindaci “malpancisti” di attaccare frontalmente – come alcuni sostengono fin qui a bassa voce – la governance della società di servizio idrico e la sua presidente. Richiesta di dimissioni in vista?