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Agrigento, il Palacongressi diventa "casa della musica": il trionfo dei "Venerdì" tra jazz e nuove promesse
Tutti i concerti hanno fatto registrare il tutto esaurito: nuova fase della rassegna in autunno
Si chiude con un bilancio più che positivo la duplice stagione dei "Venerdì Jazz e Classica", la rassegna che quest’anno ha saputo osare, affiancando alla consolidata anima jazz le rigorose architetture della musica classica. Quattordici appuntamenti a ingresso libero al Palacongressi che hanno trasformato un’istituzione in un luogo di ritrovo pulsante, accorciando le distanze tra l'imponenza del Parco della Valle dei Templi e la sua comunità.
Sotto l'impulso del direttore del Parco, Roberto Sciarratta, e la sapiente direzione artistica di Carmelo Salemi, il cartellone ha brillato per una scelta coraggiosa: puntare tutto sulle eccellenze del territorio. Se il jazz ha confermato Agrigento come crocevia di star nazionali e internazionali — dai virtuosismi di Claudio Giambruno alle sperimentazioni d'oltreconfine di Reiner Baas e Ben Van Gelder — la vera rivelazione è stata la sezione classica. Qui, il palco è diventato un trampolino per i giovani talenti agrigentini, capaci di domare giganti come Beethoven, Liszt e Shostakovich con una maturità che ha sorpreso il pubblico.
"L’obiettivo è uno solo: trasmettere il messaggio che anche ad Agrigento si può e si deve coltivare il talento", ha commentato un entusiasta Sciarratta. Il Palacongressi si conferma così un hub culturale polivalente, pronto a ospitare, oltre alle rassegne e alle scuole di teatro, anche la nuova sede della biblioteca museo Luigi Pirandello. La missione è chiara: offrire un palco fisico e simbolico a chi ha studiato e sognato tra queste colline. Ma per gli amanti delle sette note il silenzio sarà breve: i riflettori si riaccenderanno già in autunno per la seconda fase della rassegna, destinata ad accompagnare la città fino alla fine dell'anno.