"Dialoghi agrigentini"
Il mistero di Saffo nell'antica Akragas: quel vaso rarissimo che svela un esilio
Un reperto della Collezione Panitteri accende i riflettori sulla presenza della poetessa di Lesbo in Sicilia
Che cosa ci faceva uno dei tre rarissimi vasi raffiguranti Saffo, la poetessa di Lesbo, nell’antica Akragas? Gli appassionati di archeologia lo scopriranno presto nel corso della conversazione che l’archeologa Claudia Lambrugo, dell’Università degli Studi di Milano, terrà nella Sala Zeus del palacongressi del Villaggio Mosè, il prossimo 13 maggio. L’iniziativa rientra nei “Dialoghi agrigentini” e la conferenza ha per titolo “Saffo ad Agrigento: frammenti e testimonianze di una storia poco nota”. Si tratta di una delle conferenze in programma nel corso di formazione per docenti e appassionati, promossa dal Parco Archeologico della Valle dei templi.
Saffo è considerata tra le più grandi voci liriche dell'antichità. Aristocratica, guidò un tiaso (comunità femminile dedicata alle Muse) a Mitilene, celebrando nei suoi versi l'amore, la bellezza e il desiderio, spesso con un intenso focus sul paesaggio e i sensi. La sua opera, giunta in frammenti, ha influenzato l'idea occidentale di amore e poesia e la poetessa è famosa per aver descritto l'amore "dolceamaro" e le reazioni fisiche del sentimento.
La docente Claudia Lambrugo ha analizzato la rappresentazione di Saffo su un kalathos-psykter della Collezione Panitteri, oggetto di studio e di una recente mostra, svoltasi lo scorso anno dal titolo “Da Girgenti a Monaco da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del Ciantro Panitteri” in occasione degli eventi di Agrigento capitale della Cultura 2025. Il vaso oggetto della conferenza della Lambrugo raffigura Saffo e Alceo in una performance musicale, tema centrale del contributo della studiosa sulla presenza della poetessa in Sicilia. Il reperto, come detto, fa parte della prestigiosa Collezione Panitteri e raffigura i due poeti in un contesto di condivisione artistica.
Claudia Lambrugo illustrerà con dovizia di particolari i dati iconografici e letterari che collegano Saffo alla Sicilia. Il suo studio, infatti, indaga il possibile breve periodo di esilio della poetessa di Lesbo in terra siciliana, tema che unisce le fonti antiche alle testimonianze ceramiche.
Fa parte a pieno titolo della Collezione Panitteri (la Lambrugo era nel comitato scientifico della mostra ad Agrigento) anche questo raro vaso, studiato per il suo alto valore iconografico (la coppia Saffo-Alceo, ma anche scene di mito come Ida, Apollo e Marpessa).
La conversazione con l’archeologa Claudia Lambrugo avrà inizio alle ore 15:30.