castello chiaramontano
Arancino o arancina? Si presenta a Favara il libro che mette fine alla storica sfida dello street food siciliano
L'esperto di enogastronomia torna nella sua città natale dopo il successo catanese. Nel libro le immagini realizzate con l'intelligenza artificiale
Maschio o femmina? Punta o sfera? Ragù o burro? La disfida gastronomica che da secoli infiamma la Sicilia, dividendo l'Isola lungo la linea invisibile che separa l'area occidentale da quella orientale, prova finalmente a trovare una tregua. E a firmare il trattato di pace non è un tribunale, né l'Accademia della Crusca – pure interpellata negli anni –, ma un libro che scava nelle radici profonde dell'identità isolana.
Dopo il debutto a Catania, lo storico dell’alimentazione e docente di enogastronomia Calogero Matina torna nella sua città natale per presentare il volume Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a... re dello street food. L'appuntamento è fissato per mercoledì 20 maggio, alle ore 17:30, nella suggestiva sala del Collare del Castello Chiaramontano di Favara. L'autore dialogherà con la giornalista Carmen Greco per svelare i segreti di un'opera nata da quasi dieci anni di ricerche tra biblioteche, archivi e fonti scritte.
Il saggio, di 152 pagine edito da Markat Studio per conto della Confraternita dell'arancinu, propone un radicale cambio di prospettiva: e se la domanda sul genere fosse semplicemente quella sbagliata? Matina, favarese di nascita e catanese d'adozione da oltre vent'anni, incarna perfettamente questa dualità e sceglie di non ergersi a giudice. Il suo viaggio documentale parte da lontano, sfogliando il celebre ricettario arabo del 1226 di Al-Baghdadi e le cronache di Al-Idrisi, passando per gli studi sul folklore di Giuseppe Pitré – che parlava di "pallottole di riso fritte" – fino al dizionario di Giuseppe Biundi del 1857, dove il termine appare per la prima volta, curiosamente, in una versione dolce.
Arricchito da immagini create con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, il libro gode della prefazione del maestro di cucina Domenico Privitera, fondatore nel 2025 della Confraternita dell'arancinu. L'associazione punta a tutelare un'eccellenza troppo spesso «massacrata sull'altare della vendita commerciale», perdendo la qualità originaria. «Sono un docente che ha imparato a leggere la storia nei piatti», spiega Matina, per il quale la cucina rappresenta un vero e proprio atto di resistenza per ricordare chi siamo. Tra le pagine, scritte con stile attento e scorrevole, si nascondono risposte sorprendenti anche sulla genesi delle farciture classiche, offrendo il ritratto di una Sicilia dinamica, capace di impastare l'antico con il nuovo senza mai smarrire la propria anima.