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Stasera la Petite Messe Solennelle di Rossini al Teatro dell'Efebo
Una serata speciale che unisce l'alta qualità interpretativa del Coro Scarlatti alla bellezza del patrimonio botanico locale
Le note immortali di Gioachino Rossini per accendere i riflettori sulla stagione 2026 del Teatro dell’Efebo. C’è grande attesa questa sera, alle ore 20:30, per l’esecuzione della celebre Petite Messe Solennelle, che risuonerà nell’incantevole e antica cavea del Giardino Botanico di via Demetra. L’appuntamento, fortemente voluto dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, segna il debutto ufficiale di un cartellone estivo che promette di coniugare l’alto valore artistico alla valorizzazione dei tesori paesaggistici del territorio.
Scritta nel 1863, la composizione sacra rossiniana – definita dallo stesso autore «l'ultimo peccato mortale della mia vecchiaia» – verrà proposta nella sua raffinata versione originale. Sul palco, un organico di assoluto prestigio: la partitura sarà affidata a quattro solisti d’eccezione – il soprano Katia Ilardo, il contralto Lorena Scarlata, il tenore Samuele Di Leo e il basso Salvatore Grigoli – accompagnati dal dialogo strumentale tra i pianoforti di Elia Tagliavia e Riccardo Scilipoti e l'armonium di Andrea Gallina. A guidare il Coro “A. Scarlatti” sarà la bacchetta del Maestro Alessandra Pipitone.
Una delle novità più significative dell'evento è la scelta della totale gratuità dell'ingresso. Una decisione politica e culturale precisa, volta a spalancare le porte della grande musica a cittadini e turisti, trasformando l'antica cavea in uno spazio di condivisione democratica della bellezza. "Aprire la Stagione 2026 del Teatro dell’Efebo con la Petite Messe Solennelle di Rossini – ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino – significa ribadire il valore centrale della cultura e delle arti nella crescita civile di una comunità. La musica, il teatro e tutte le forme dell’espressione artistica rappresentano strumenti fondamentali di dialogo, conoscenza e coesione sociale".
L'appuntamento di stasera non è dunque soltanto un grande evento per gli appassionati di musica classica, ma un manifesto programmatico per il futuro culturale di Agrigento, sospeso tra la sacralità dell'arte e l'incanto della natura.