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la presentazione

Ferdinandea, la storia dell'isola ballerina che accese le diplomazie d'Europa

Ristampato il saggio dello studioso agrigentino Allotta con documenti inediti e analisi giuridiche

08 Luglio 2026, 09:53

10:00

allotta

Verrà presentato il 14 luglio prossimo presso la sede del Parco Archeologico, il volume di Gaetano Allotta, “L'isola effimera, Ferdinandea – Graham – Juliet”. “Immergersi nella lettura di questo volume significa addentrarsi in una delle narrazioni più affascinanti e simboliche del nostro mare”. Così scrive, nella prefazione del libro, ristampato di recente a cura del Parco Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, a proposito dell’elegante riedizione d’arte di Tarcisio Sarcuto.

Il libro "L'isola effimera" è un saggio del 2002 scritto dallo studioso agrigentino Gaetano Allotta che narra le vicende storiche, scientifiche e giuridiche dell'Isola Ferdinandea, un lembo di terra emerso nel 1831 a seguito di un'eruzione vulcanica sottomarina nel Canale di Sicilia, per poi inabissarsi pochi mesi dopo. Il volume contiene il prezioso contributo di Tullio Scovazzi, Ordinario di Diritto Internazionale all’Università di Milano-Bicocca, e racconta di quella terra che fu contesa da quattro nazioni prima di essere completamente erosa dalle onde e tornare sotto il livello del mare.

A corredo della pubblicazione anche una serie di documenti storici acquisiti nel corso delle lunghe indagini e ricerche che Gaetano Allotta fece tra la Sicilia e Malta. Numerosi pure i riferimenti letterari: dal “Viaggio in Sicilia” di Alexander Dumas all’“isola ballerina” raccontata da Andrea Camilleri nel suo primo romanzo “Un filo di fumo”.

Chiude il volume un’interessante rassegna iconografica mentre in copertina è pubblicata un’immagine messa a disposizione dal capitano Salvatore Scotto di Santillo tratta dall’archivio del professor Giuseppe Imbò.

“L’isola effimera” verrà presentato direttamente dal direttore dell’Ente Parco, Roberto Sciarratta con interventi del geologo marino Domenico Macaluso, Calogero Brunetto presidente della Società agrigentina di Storia Patria e Diego Guadagnino.

“Il Parco Archeologico cura la tutela di un paesaggio dove la mano dell’uomo e la forza della natura si sono fuse in un equilibrio perfetto – spiega Roberto Sciarratta – e guardare a Ferdinandea significa riflettere sul concetto stesso di confine restituendo spessore documentale a una vicenda che spesso rischia di sfumare nella leggenda popolare”.