il premio
"Viaggio in Sicilia", la residenza d’artista nei vigneti di Planeta, vince la menzione speciale "Arte Contemporanea + Impresa"
L'artista Monira Al Qadiri ha realizzato l'opera "Falconeri", il cranio di un elefante nano: riflessione sul rapporto tra uomo, paesaggio e memoria
C'è una terra che da vent'anni si lascia attraversare e raccontare dagli artisti, che porta la creatività alla scoperta di una Sicilia vera, insolita, tutta da scoprire. Un "Viaggio in Sicilia", proprio come si intitola il progetto firmato Planeta che ha appena conquistato la Menzione Speciale "Arte Contemporanea + Impresa" nell'ambito della XIII edizione del Premio Cultura + Impresa, il più autorevole riconoscimento italiano dedicato a chi sa far dialogare questi due universi.
Un riconoscimento che arriva proprio quando “Viaggio in Sicilia” spegne dieci candeline confermandosi come una delle esperienze più longeve e apprezzate nel panorama italiano dell'incontro tra arte contemporanea, paesaggio e mondo produttivo.
Tutto è cominciato nel 2004, quando Planeta decise di aprire le proprie tenute alla creatività con un programma di residenze d'artista che intrecciava arte e territorio. Da allora, decine di artisti italiani e internazionali hanno attraversato la Sicilia, lasciandosi guidare dai suoi paesaggi, dalle sue comunità, dalle sue tradizioni, per trasformare quell'incontro in opere. Le tenute Planeta sono diventate, così, laboratori di ricerca culturale, nodi di una rete che unisce creatività, sostenibilità e identità territoriale, contribuendo a far conoscere l'isola nel mondo. Un cammino lungo vent'anni che dimostra come anche il vino possa farsi voce del paesaggio, della storia e della cultura siciliana e come la cultura, per Planeta, sia il cuore stesso della propria visione d'impresa.
È proprio questo, secondo la giuria del Premio, il valore autentico di Viaggio in Sicilia: la dimostrazione che un'impresa possa farsi promotrice di produzione culturale, generando valore condiviso per il territorio attraverso un progetto che ha viaggiato per venti anni.
«Ricevere questo riconoscimento è motivo di grande soddisfazione perché premia una visione che accompagna Planeta da oltre vent'anni - racconta Vito Planeta, responsabile di Planeta cultura - Abbiamo sempre considerato la cultura parte integrante del nostro modo di fare impresa. Con “Viaggio in Sicilia” abbiamo costruito, anno dopo anno, un dialogo autentico tra artisti, territorio e comunità, convinti che un' azienda agricola possa contribuire alla produzione culturale e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della Sicilia».
La decima edizione del progetto dedicato all'arte contemporanea si intitola “Geologie del Tempo”, curato da Valentina Bruschi e Vito Planeta, e ha per protagonista l'artista kuwaitiana Monira Al Qadiri. Un viaggio che si è snodato tra Selinunte, Gibellina, l'Etna, Noto e Palermo, e che ha dato vita all'opera "Falconeri": una riflessione sospesa tra uomo, paesaggio e memoria.

Con il progetto di Monira Al Qadiri, Planeta Cultura rinnova il proprio impegno nel promuovere il dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e memoria del territorio siciliano. Nato nel 2004, il progetto coinvolge da oltre vent’anni artisti italiani e internazionali in un confronto diretto con la storia, i luoghi e le diverse culture della Sicilia, trasformandola in uno spazio di produzione contemporanea.
L’edizione di quest’anno si inserisce nel programma Gibellina 2026 OFF, calendario di eventi collaterali promosso nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ampliando la risonanza del progetto e rafforzando il dialogo tra cultura, creazione e comunità che costituisce da sempre la cifra dell’impegno di Planeta Cultura. In questo quadro si colloca anche la collaborazione con la Fondazione Merz, con cui Planeta Cultura porta avanti da anni un percorso continuativo di ricerca e confronto.
Monira Al Qadiri presenta Geologie del Tempo / Geologies of Time, nato dalla residenza nomade che si è svolta nell’ottobre 2025, nel periodo della vendemmia. Un attraversamento dell’isola concepito come immersione nel tempo profondo, nelle sue memorie geologiche e culturali e nelle trasformazioni che ne hanno modellato l’identità.

“Per Geologie del Tempo, Monira Al Qadiri ha visitato l’isola per la prima volta, attraversando paesaggi, siti archeologici, musei scientifici e territori spesso lontani dai percorsi più conosciuti, sottolinea Valentina Bruschi, curatrice di Viaggio in Sicilia, dal 2015. Come sempre, il progetto nasce dall’idea di guardare la Sicilia attraverso occhi nuovi, lasciando che il viaggio, gli incontri e le stratificazioni culturali del territorio si trasformino lentamente in ricerca artistica. Nel caso di Monira, questa esperienza ha generato un legame così forte con l’isola da spingerla a tornare più volte in Sicilia anche dopo la fine della residenza. Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli del progetto: la sua capacità generativa di creare legami reali e duraturi tra gli artisti, le persone, i luoghi. Come scriveva Leonardo Sciascia, la Sicilia “non è un’isola ma un continente”.
Durante il viaggio, Al Qadiri è stata accompagnata dalla fotografa Federica Iannuzzi, che ha documentato passo dopo passo l’esperienza, restituendo attraverso le immagini un percorso fatto di scoperte quotidiane, incontri e rivelazioni. Per oltre una settimana, il suo sguardo ha affiancato quello dell’artista, tra siti archeologici e paesaggi emblematici – da Selinunte a Enna, dal Cretto di Burri a Gibellina all’Etna, da Noto a Palermo – in dialogo con luoghi come Palazzo dei Normanni, Palazzo Chiaromonte Steri e le collezioni paleontologiche del Museo Gemmellaro.
È proprio da questa immersione nel paesaggio e nella memoria della Sicilia che nasce Falconeri, l’installazione che prende il nome da Palaeoloxodon falconeri, l’elefante nano che abitò la Sicilia circa 500.000 anni fa. Esempio estremo di nanismo insulare, questo animale – alto poco più di un metro alla spalla – è il risultato di un processo evolutivo determinato dall’isolamento geografico e dalla limitazione delle risorse. I grandi crani, con l’ampia cavità nasale centrale, sono stati messi in relazione con l’origine del mito dei Ciclopi, collocando la paleontologia nel racconto epico del paesaggio vulcanico dell’Etna.

L’artista sceglie di isolare il teschio e di trasformarlo in una presenza scultorea autonoma e sospesa. Dopo lo studio diretto di diversi reperti osservati in Sicilia e non solo, la forma fossile viene reinterpretata dall’artista e tradotta in marmo.
L’opera è collocata all'interno di una costruzione rurale rigenerata attraverso l’arte contemporanea, una piccola corte adiacente allo Studiolo Ulysses dell’Ulmo, trasformata in un’installazione ambientale. Di giorno, l’opera dialoga con la luce naturale e con la vegetazione, di notte, un sistema di illuminazione ne amplifica la presenza, accentuandone la monumentalità e il carattere visionario. L’intervento è pensato come un lavoro permanente, destinato a integrarsi stabilmente nel paesaggio di Ulmo.
Falconeri entra in dialogo con lo Studiolo dedicato all'indimenticabile Vito Planeta Sr.(1965-2023), promotore di Viaggio in Sicilia nel 2006 e figura centrale nella visione culturale della famiglia. Situato tra i vigneti che guardano il Lago Arancio, poco distante dalla cantina Ulmo, lo Studiolo è concepito come luogo di pensiero e incontro. Nella parte coperta è custodita la biblioteca personale di Vito, contenuta nell’opera Corpo Fragile (2023) di Ignazio Mortellaro, trasformata in biblioteca-tavolo. Lo spazio ospita inoltre due lavori di Claire Fontaine: un’opera della serie brickbats, che utilizza la copertina della prima edizione italiana dell’Ulisse di James Joyce (Mondadori, 1960) – libro prediletto di Vito – per celare un mattone, e On Fire (2023), light box che traduce un’immagine digitale in presenza luminosa, scelta anche come etichetta d’artista per il nuovo Chardonnay Planeta.