il gran finale
La magia del cinema tra le pietre della storia: i vincitori del Festival Archeologico
Trionfa il documentario "Il mondo perduto dei giardini pensili" di Duncan George Bulling. La rassegna diffusa, coordinata scientificamente da Maria Concetta Parello, ha toccato anche Licata, Realmonte e Palermo
Il Cinema e l'Archeologia si sono incontrati ancora una volta nei luoghi più suggestivi di Agrigento e della sua provincia. Si è conclusa al Museo “Pietro Griffo” con la cerimonia di premiazione, la ventiduesima edizione del “Festival del Cinema Archeologico”, oggi uno degli appuntamenti di riferimento per la divulgazione del patrimonio storico e archeologico della Valle dei templi. L’iniziativa, come sempre, è stata realizzata in collaborazione con il “RAM film festival” e la “Fondazione Museo Civico di Rovereto” con il coordinamento scientifico dell’archeologa Maria Concetta Parello.
Fedele alla formula del “festival diffuso”, la rassegna si è svolta in un percorso di confronto e dialogo con il territorio. Oltre a Palermo, quest’anno il Festival ha fatto tappa a Licata, sulla sommità del monte che conserva i resti dell'antica Finziade, alla Villa Romana di Realmonte e nel cuore della Valle dei Templi, dove il chiostro medievale del Museo Archeologico ha ospitato gli ultimi appuntamenti.
Anche quest’anno il bilancio della rassegna è più che positivo; un festival che continua a crescere, con al centro il tema della condivisione del patrimonio culturale con uno sguardo capace di andare oltre il locale, arricchendosi attraverso le storie e le testimonianze raccontate dal Cinema. Davanti ad un numeroso pubblico nel suggestivo chiostro del museo si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è stato un grande viaggio, sia fisico che mentale, tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.
L’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico ha presentato una quindicina di film oltre a diversi eventi culturali come il dialogo a due voci tra Flavia Frisone e John Pedeferri sulle “Storie dell’antico parlato al presente” o la conferenza di Angelo Cimarosti su “L’archeologia raccontata tra fatti e fake news”. Il pubblico agrigentino è rimasto particolarmente colpito dal film “Jiroft”, di Marian Keshani, un corto animato che trae spunto dai miti di un’antica civiltà nella regione iraniana di Jiroft, dove le divinità delle acque sotterranee, i serpenti, e le divinità delle acque celesti, le aquile, si contendono il compito di irrigare la terra unendosi e creando empatia.
Al termine della cerimonia il premio della giuria (composta dall’archeologa Valentina Caminneci, da Salvatore Gucciardo e da Gianfrancesco Iacono) è andato al film "Il mondo perduto dei giardini pensili" di Duncan George Bulling. Il film racconta gli anni di devastazione di Mosul da parte dello Stato Islamico che ha distrutto tesori archeologici inestimabili ma narra anche della rinascita che potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando si chiamava Ninive, città che custodiva i leggendari giardini pensili di Babilonia. Menzione speciale per la pellicola "Le città d'oro, il grande malinteso" di Joséphine Duteuil. Premio del pubblico per "Trame di patrimonio - Nella tana del crimine d'arte" di Brian Parodi.