il libro di Francesco Passafiume
"Polvere Sopra il Sangue": storia di Diego Passafiume, l'imprenditore che disse no alla mafia
Una ricostruzione puntuale del delitto che sconvolse la Bassa Quisquina, arricchita da autorevoli contributi. L'opera lancia un monito contro l'oblio e chiede a registi e sceneggiatori di portare sugli schermi le vicende degli eroi quotidiani rimasti nell'ombra
A volte la memoria non è soltanto un esercizio del ricordo, ma un atto di resistenza civile, una trincea scavata nel dolore per impedire che il silenzio inghiotta il sacrificio dei giusti. È da questo impulso viscerale che nasce "Polvere Sopra il Sangue", disponibile su Amazon in versione cartacea ed e-book), il volume firmato da Francesco Passafiume. L'autore, figlio di Diego Passafiume, era poco più che un bambino quando la violenza mafiosa gli strappò via il padre, un piccolo e coraggioso imprenditore la cui unica colpa fu quella di aver pronunciato un netto, intransigente "no" alle pretese di Cosa Nostra.
L'agguato e il calvario di una famiglia testimone
La vicenda s'incide in una pagina drammatica della Bassa Quisquina e del territorio dei Monti Sicani. Il giorno dell'agguato, a bordo dell'automobile insieme a Diego Passafiume, non c'erano uomini scorta o colleghi d'affari, ma gli affetti più cari: la moglie Maria, la suocera e la nipote insieme ai suoi due bambini. Tutti furono testimoni oculari diretti di una brutalità spietata. Un trauma vissuto sulla propria pelle che ha segnato per oltre tre decenni la vita dei familiari, i quali, fin da subito e pur essendo i figli ancora minorenni, hanno intrapreso una caccia alla verità e alla giustizia senza mai cedere alla tentazione della vendetta.
Un caso definito in sede processuale come "più unico che raro", proprio per la presenza di numerosi testimoni diretti in un contesto ambientale in cui chi assisteva a un delitto di mafia rischiava sistematicamente di diventare un bersaglio. Nonostante le carenze e i ritardi dell'attività investigativa iniziale — evidenziati e rimarcati nella stessa sentenza di merito —, la famiglia Passafiume ha collaborato ininterrottamente con lo Stato, trasformandosi in una vera e propria struttura d'indagine autonoma per ricomporre pezzi di verbali, atti giudiziari e testimonianze.
La risposta delle istituzioni e la trincea civile
Attorno alla mattanza che insanguinava l'area sicana, il libro ricostruisce anche l'impegno civico e politico di diverse figure istituzionali che sollecitarono con fermezza l'intervento della Direzione Distrettuale Antimafia. Tra questi spiccano i nomi dell'avvocato Giuseppe Scozzari, di Angelo Lauricella, Angelo Capodicasa, Giovanni Panepinto, Nando Dalla Chiesa, Liborio Giracello, Nichi Vendola (già presidente della Regione Puglia e oggi alla guida di Sinistra Italiana) insieme ad altri sindaci del circondario. Particolarmente significativa è la testimonianza della dottoressa Angela Napoli, ex parlamentare antimafia, la quale sottolinea come la lotta al crimine organizzato non debba mai conoscere steccati d'appartenenza o colori politici.
Un coro di voci per non dimenticare
"Polvere Sopra il Sangue" raccoglie un patrimonio straordinario di testimonianze dirette e interviste esclusive: il generale di brigata in riserva Sandro Sandulli; il generale di brigata in riserva Francesco Azzaro; l'avvocato Giuseppe Scozzari; Nichi Vendola; Giovanni Panepinto (oggi segretario generale del Comune di Enna); l'avvocato Fabio Trizzino, legale e familiare del giudice Paolo Borsellino; Giuseppe Ciminnisi, già coordinatore nazionale dei familiari delle vittime innocenti di mafia per l'associazione I cittadini contro le mafie e la corruzione; gli avvocati Danilo Giracello e Daniela La Novara, legali esperti in cold case; il giornalista investigativo Franco Castaldo, che con ben 32 anni di anticipo rispetto agli esiti processuali riuscì a tracciare in modo nitido e inquietante il reale movente dell'omicidio Passafiume. Un tributo, quello rivolto a Castaldo, che si estende a tutti i cronisti di frontiera che ieri come oggi continuano a custodire la memoria e a cercare la verità nei casi più complessi.
L'appello ai media e il canale podcast
Diego Passafiume diventa così il simbolo e l'emblema di tutti quei piccoli imprenditori rimasti spesso senza voce, dimenticati dai riflettori della narrazione mainstream, da fiction e serie TV. Il libro lancia un formale appello a produttori, registi e sceneggiatori affinché abbiano il coraggio di raccontare le sofferenze e il riscatto di queste "vittime invisibili" sopraffatte da intimidazioni, profanazioni, minacce e telefonate notturne. Prossimamente, l'intera vicenda e le sue testimonianze saranno protagoniste di una serie dedicata sul canale Spotify "Storie e misteri siciliani scritte dal destino", condotto dal podcaster Fabio Fabiano.