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Fondo per l'Ambiente Italiano

Giornate FAI d'Autunno 2026: alla scoperta del borgo artigiano di Burgio

Dalla centenaria fonderia di Campane Virgadamo al suggestivo Museo delle mummie fino al Castello Peralta: la guida completa all'itinerario culturale nell'alta valle del Verdura

09 Ottobre 2026, 16:52

17:00

Giornate FAI d'Autunno 2026: alla scoperta del borgo artigiano di Burgio

Il Museo delle mummie di Burgio

Il Fondo per l’Ambiente Italiano accende i riflettori sulle meraviglie nascoste della nostra penisola con l'atteso appuntamento delle Giornate FAI d’Autunno, giunte quest’anno alla loro quindicesima edizione. Nel fine settimana di sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, oltre settecento luoghi straordinari – spesso chiusi al pubblico o poco noti – apriranno eccezionalmente i loro portoni in ben 350 città italiane. L'evento, promosso dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI territoriali insieme alla passione dei giovani volontari, invita la collettività a riscoprire a contributo libero un racconto corale fatto di architetture, paesaggi, memorie storiche e identità locali.

Nell'Agrigentino l'itinerario prescelto condurrà alla scoperta di Burgio, incantevole borgo incastonato nell'alta valle del fiume Verdura, celebre in tutto il mondo per il suo artigianato d'eccellenza. Tra i tesori visitabili spicca la Fonderia di Campane Virgadamo, nata nel Cinquecento e oggi riconosciuta come l'unica bottega attiva nel Sud Italia per questo genere di fusione. I visitatori potranno osservare da vicino stampi secolari, apprendere i segreti della lavorazione del bronzo e ascoltare il rintocco dei pezzi appena plasmati. Altrettanto affascinante è la tappa all'Antica Bottega Caravella, presidio che da metà Ottocento custodisce l'arte della ceramica smaltata burgitana, radicata nel territorio fin dal XVI secolo grazie alle ricche cave d'argilla.

L'esperienza proseguirà tra fede e suggestione con la visita al Convento dei Cappuccini, edificato nel Seicento. La struttura ospita nella cripta sotterranea il celebre Museo delle Mummie, dove sono conservati 49 corpi mummificati di frati, nobili e benefattori risalenti al XVIII e XIX secolo, rivestiti con i corredi d'epoca restaurati: velluti, sete, merletti e oggetti personali rari. Il viaggio si concluderà infine sulla sommità del borgo presso il Castello Peralta, la fortezza d'impronta saracena che domina l'abitato dall'alto del suo cortile d'armi panoramico, oggi sormontato dalla grande croce in ferro legata ai riti del Venerdì Santo.