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Amministratori nel mirino: in Italia quasi due intimidazioni al giorno, in Sicilia +30,8% nel 2024

Boom nell'isola: i social network arma principale e urgente bisogno di tutele per i piccoli comuni

Fabio Russello

25 Dicembre 2025, 15:48

26 Dicembre 2025, 08:01

Amministratori nel mirino: in Italia quasi due intimidazioni al giorno, in Sicilia +30,8% nel 2024

Dal 2013 al 2024, in Italia sono stati 7.805 gli atti intimidatori subiti da amministratori locali, un ritmo allarmante di quasi due episodi quotidiani tra sindaci, consiglieri e giunte: minacce, scritte sui muri, post violenti sui social o vandalismi per motivi privati, politici o sociali. Lo rivela il report della Direzione centrale della Polizia Criminale. Nel 2024, gli episodi salgono a 630 (+13,9% rispetto ai 553 del 2023), con la Sicilia al secondo posto tra le regioni più colpite: 68 casi contro i 52 del 2023, per un incremento del 30,8%.

La Puglia guida con 85 eventi nel 2024 (54 nel 2023), ma la Sicilia segue da vicino, preceduta solo da questa e con un balzo percentuale che supera Lombardia (74 casi, +25,4%) e Calabria (57, +5,6%). "Il sindaco e gli amministratori locali sono sempre più soli di fronte a un'ondata di violenza che mira a piegare le istituzioni", commenta Antonio Decaro, eurodeputato e presidente eletto della Puglia, ex sindaco sotto scorta. "In Sicilia, come in Puglia, l'aumento delle denunce riflette amministratori che resistono alla criminalità con atti concreti. Dobbiamo potenziare le tutele, specie nei piccoli Comuni, avamposti della Repubblica come dice Mattarella, altrimenti nessuno accetterà più questi ruoli".

In Sicilia, il fenomeno è un mix esplosivo di matrici private (24% dei casi nazionali), tensioni politiche (12,4%) e sociali (11,1%), con i sindaci in prima linea: 350 casi nel 2024 (55,6% del totale), seguiti da consiglieri (120, 19%) e giunte (106, 16,8%). I social restano l'arma preferita: 156 episodi (+19,1%), con Facebook in testa (82 casi, +18,8%). Province come quelle siciliane orientali e occidentali registrano picchi, simili a Lecce (36 casi), Cosenza (34) o Torino (33).

"Le minacce sono quotidiane, ma la denuncia è il nostro scudo", racconta una sindaca siciliana sotto attacco, eco di Simona Scarcella da Gioia Tauro (Calabria): "Ho subito insulti feroci sui social – 'bevi acido', 'prostituta' – e aggressioni dirette, ma continuo per ridare fiducia alle istituzioni". In Sicilia, dove la 'ndrangheta e le mafie locali intrecciano illegalità e politica, gli amministratori combattono per cambiare narrazione: dai sequestri di droga nei porti alle candidature culturali, passando per un cambio culturale che parta dai giovani. "Basta sfiducia: i nostri Comuni possono essere finestre sul futuro, non solo sinonimo di criminalità".

Dei 630 atti del 2024, 151 sono privati (24%), 78 politici (12,4%), 70 sociali (11,1%), 60 criminalità comune (9,5%) e solo 1 organizzata (0,2%); per 270 (42,9%) la matrice è ignota. In Sicilia, l'incremento del 30,8% impone urgenti contromisure: più protezioni, formazione e un patto sociale contro l'odio.