La storia
Trapani, l'intitolazione a Ramelli divide la politica e Genco rilancia: “Stop a Mussolini cittadino onorario”
Per placare gli animi c’è la proposta di un monumento alle vittime del terrorismo politico
Pausa di fine anno ridotta per la politica cittadina. Non è stata indolore l'approvazione a maggioranza della mozione proposta dai banchi dell'opposizione di dedicare una via alla giovane vittima della violenza terroristica degli anni '70, Sergio Ramelli, lo studente di destra ucciso a Milano nel 1975. Si sono fatti sentire il Pd, con la consigliera e segretaria del Circolo, Marzia Patti, ma anche il vice presidente del Consiglio comunale Andrea Genco (gruppo RiGenerazioni, vicino a Controcorrente di La Vardera), rimasti, con altri consiglieri, fuori dall'aula al momento del voto. Mentre con l'opposizione ha votato il gruppo centrista (leggasi Turano-Lega) appartenenti alla maggioranza, e hanno trovato sponda nella decisione del sindaco Giacomo Tranchida che ha dato appoggio alla mozione.
Anche per sanare le ferite dentro la maggioranza il sindaco ha detto di volersi muovere con un riconoscimento a ricordo delle vittime degli anni di piombo, ed ha esternato la volontà di dedicare loro il ristrutturato impianto sportivo (ex campo Coni). Patti (Pd) riconosce la valenza, "Sergio Ramelli merita rispetto umano, come ogni vittima della violenza politica, ma la memoria non può essere piegata a logiche identitarie. La proposta avanzata dall’opposizione e discussa in aula risulta infatti monca di una parte fondamentale, la memoria condivisa ed il rispetto per tutte le vittime di ideologie di matrice estremista. La morte di Ramelli è usata come simbolo per tanti gruppi dichiaratamente neofascisti dai quali è opportuno prendere le dovute distanze". "Intitolare uno spazio a tutte le vittime innocenti delle ideologie politiche estremiste e del terrorismo, indistintamente - prosegue Patti - per dare il segno che Trapani è una comunità che si affranca da un modello politico basato sulla violenza". "E' assolutamente apprezzabile e condivisibile - aggiunge Genco - dedicare uno spazio simbolico della città a tutte le vittime innocenti del terrorismo di matrice politica. Fare ancora oggi lotta ideologica su questo sarebbe infatti quantomeno da meschini".
Genco indica un punto dal quale ripartire, revocare la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 a Benito Mussolini, "non fa onore al pari di altre cittadinanze". Genco ha presentato il 31 dicembre una mozione alla presidenza del Consiglio comunale: "Oggi - spiega - occorre condannare ogni atto di violenza politica e quelli tendenti al sovvertimento dei valori liberali e democratici. Valori peraltro già resi fragili dagli attuali assetti geopolitici e da un contesto sociale in perenne crisi. Con questo spirito ho presentato questa mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini".
Una proposta che ha acceso polemiche e accuse. Anche commenti social squallidi. "Sono basito - risponde Genco - mi si contesta di occuparmi di una persona morta da ottant’anni, ma la mia mozione è una conseguenza diretta di quella appena approvata per dedicare uno spazio pubblico a Sergio Ramelli, morto nel 1975. Chi oggi mi accusa di guardare al passato non muove la stessa critica a chi, nel pieno di un Consiglio comunale carico di delibere fondamentali di fine anno, ha preteso di aprire quel dibattito. Il fatto che Mussolini sia morto da ottant’anni non ci esonera dal fare i conti con la nostra storia".
Si è fatta oltremodo frizzante l'atmosfera politica e proprio per stasera è previsto un vertice della coalizione di governo mentre lunedì si riunisce il il consesso civico. Potrebbe essere imminente l'annunciata nomina del nuovo assessore, proprio Andrea Genco, ci sarà quindi da trovare, dentro la maggioranza il sostituto alla vice presidenza d'aula, ma si attende che il gruppo centrista (Trapani Tua) indichi il nome che Tranchida ha chiesto per coprire l'altra poltrona di Giunta rimasta vacante. Il 2026 comincia subito con le novità.