Amministrative
Agrigento e il paradosso del centrodestra che non "rivendica" e cancella l'ex sindaco Miccichè
Due candidati di area e Gentile accusa Alonge: «La sua è una candidatura padronale». Possibile ritorno in pista dell'ex senatore Sodano
Alla fine sta accadendo esattamente quello che qualcuno, quando si iniziò a lavorare – senza esito - per il cosiddetto “Centrodestra unito” in vista delle Amministrative 2026, temeva: uno scontro fratricida e, soprattutto, la difficoltà per alcuni di fare una campagna elettorale di discontinuità rispetto all’uscente Franco Miccichè portando però in campo liste, uomini e politici di riferimento che sono facilmente sovrapponibili all’esperienza amministrativa uscente.
Per intenderci: ad oggi i consiglieri e quasi tutti gli assessori uscenti di Forza Italia e Mpa sono candidati al fianco di Dino Alonge, mentre alcuni transfughi di questi partiti (come ad esempio l’assessore comunale Carmelo Cantone, che però non si ricandrerà) sostengono Luigi Gentile. Dal primo fronte spetta eliminare Fratelli d’Italia, che aveva abbandonato la barca della Giunta Miccichè nei mesi scorsi dopo la cacciata in malo modo di Costantino Ciulla che portò alla rottura del partito, che comunque per anni è stato sempre parte attiva della Giunta e ha garantito copertura politica in Consiglio comunale.
Se il progetto è, come tutti dichiarano, di invertire la rotta lo si fa chiaramente disconoscendo quanto fatto in questi anni e scaricando ogni responsabilità sul solo Miccichè, agnello sacrificale di queste elezioni.
Una candidatura unitaria del centrodestra avrebbe consentito di non confrontarsi particolarmente sul merito e andare dritti al voto con la forza delle liste a supporto. Certo, in barba alla democrazia e al voto libero, ma quella è un’altra storia.
Ad esempio claim elettorale di Alonge, che ieri si è presentato alla città durante un aperitivo chiamato un po’ impropriamente “conferenza stampa” è «la normalità che vogliamo».
«Abbiamo una città in ginocchio, da risollevare e far tornare alla normalità» ha detto, rimarcando che «non è un pupo» e agirà con autonomia rispetto a chi lo sta sostenendo elettoralmente. Esponenti politici che ieri non erano presenti all’incontro con stampa e cittadini e che probabilmente verranno tenuti ai margini.
Durissimo del resto era stato l’attacco al rivale dell’ex deputato Gentile, che aveva parlato nel caso di Alonge di «candidatura padronale».
«Io sono un uomo libero, non sono stato designato da nessuno – ha detto in una nota -. Questa città ha bisogno di cambiare aria, non della solita politica, una politica che non fa bene ad Agrigento».
Insomma, discontinuità nelle idee ma non del tutto negli uomini per quanto Gentile abbia incassato ad esempio il sostegno (bisogna capire quanto rilevante in termini elettorali) di Cateno De Luca, che scende in campo più in ottica di aperto contrasto con con la porzione di centrodestra che si troverà a far votare (forse) Renato Schifani.
Intanto oggi si attende la decisione definitiva sulla discesa in campo dell’ex sindaco Lillo Sodano, che ieri ha avuto due incontri con i propri sostenitori innanzitutto per valutare la possibilità di creare una lista a sostegno della sua candidatura. Il già senatore sembrerebbe motivato a partecipare all’agone elettorale nella consapevolezza di un peso specifico e strategico importante.