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Aeroporto di Agrigento, Ida Carmina (M5S) presenta un'interrogazione parlamentare a Salvini
L'iniziativa punta a fare chiarezza sul Piano nazionale aeroporti 2026-2035 dopo gli annunci del Mit. Chiesto un tavolo istituzionale permanente per monitorare l'iter dello scalo
L'aeroporto dei templi si trasforma nell'ennesimo campo di battaglia elettorale, a pochi giorni dall'apertura delle urne per le amministrative del 24 e 25 maggio. L'arrivo in città del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, infiamma lo scontro politico. A lanciare l'affondo è la deputata agrigentina del Movimento 5 Stelle, Ida Carmina, che ha annunciato il deposito di un'interrogazione parlamentare urgente per costringere il Mit a calare le carte sull'effettivo stato dell'iter burocratico.
L'atto ispettivo punta a squarciare il velo su quello che l'opposizione definisce un clamoroso bluff mediatico. Lo scorso 12 maggio, infatti, Salvini aveva annunciato in pompa magna l'inserimento dello scalo della Sicilia centro-meridionale all'interno delle opere strategiche del Piano nazionale aeroporti 2026-2035. Una svolta epocale, apparentemente. Eppure l'ultimo vertice romano tra il Libero consorzio comunale di Agrigento ed Enac ha restituito uno scenario diverso: nessun atto formale, nessuna conferma ufficiale e zero certezze sui tempi di realizzazione.
Il dito della parlamentare grillina non è puntato solo contro Roma, ma mira dritto a Palazzo d'Orléans. Secondo Carmina, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, starebbe giocando una partita nell'ombra per affossare lo scalo agrigentino, blindando e favorendo lo sviluppo dei poli concorrenti di Palermo e Trapani. Un isolamento infrastrutturale che pesa come un macigno su una provincia drammaticamente penalizzata da ferrovie lumaca, statali dissestate ed eterne interruzioni stagionali dei collegamenti, che stanno accelerando lo spopolamento dell'intera Sicilia meridionale. Con l'interrogazione si chiede ora al Mit di chiarire i tempi del parere Enac e di attivare un tavolo istituzionale permanente. La palla passa a Salvini, atteso in città per una passerella che si preannuncia tutt'altro che in discesa.