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Ballottaggio Agrigento, Di Rosa detta le condizioni: "Dentro le stanze del governo o sarà opposizione"

"Non cerco poltrone, ma esigo garanzie su appalti puliti e acqua pubblica"

27 Maggio 2026, 18:53

19:01

Giuseppe Di Rosa

Giuseppe Di Rosa

La corsa per la poltrona più alta di Agrigento si sposta nei laboratori della diplomazia politica, dove i 3.546 voti conquistati da Giuseppe Di Rosa sono diventati l'ago della bilancia per il prossimo ballottaggio. Il leader civico, incassato lo stop di una parte dello schieramento alternativo, esce allo scoperto e chiarisce la sua posizione con un lungo e dettagliato manifesto politico.

Agrigento merita stabilità, legalità e trasparenza. Stiamo valutando ogni scelta solo nell’interesse della città”, esordisce Di Rosa, che non nasconde l'amarezza per le ultime evoluzioni tattiche delle coalizioni rivali. “Dopo la nostra apertura pubblica al dialogo con i candidati che andranno al ballottaggio per la guida della città di Agrigento, registriamo con rispetto ma anche con chiarezza politica la doppia chiusura manifestata dal movimento Controcorrente nei confronti del sottoscritto e del progetto civico che rappresentiamo”.

Un rifiuto che, secondo l'ex candidato sindaco, frena una possibile svolta per il territorio: “Noi avevamo aperto ad un confronto serio, trasparente e programmatico, convinti che il momento storico vissuto da Agrigento imponesse responsabilità, maturità politica e capacità di mettere davanti a tutto il bene della città e non le appartenenze o i veti personali”. Nonostante i veti, il confronto interno nel polo civico resta serrato. “Per questo motivo, insieme a tutto il gruppo dei miei sostenitori, dei candidati e delle realtà civiche che hanno condiviso questo straordinario percorso politico e popolare culminato nei 3.546 voti diretti ottenuti dalla mia candidatura a sindaco, stiamo valutando attentamente ogni possibile scelta politica in vista del ballottaggio”, spiega l'esponente politico, svelando anche una clamorosa indiscrezione legata a un'offerta tecnica sul tavolo: “Tra queste vi è anche la proposta avanzatami dal mio amico di infanzia Dino Alonge, che mi ha rappresentato la disponibilità ad assumere il ruolo di vicesindaco in un eventuale progetto amministrativo condiviso”.

Di Rosa, tuttavia, tiene a respingere con forza l'etichetta del cacciatore di incarichi: “Non ho mai ragionato e non ragionerò mai in termini di poltrone. Chi mi conosce sa perfettamente che le mie battaglie di questi anni sono state combattute senza interessi personali, senza protezioni politiche e spesso contro tutti”. Le sue, assicura, sono condizioni programmatiche non negoziabili: “L'unica richiesta avanzata dal sottoscritto riguarda precise garanzie sul programma votato dai miei sostenitori e sulla possibilità concreta di essere garante della legalità, della trasparenza amministrativa e del controllo rigoroso dell'azione politica e gestionale di una futura amministrazione comunale che dovrà avere il dovere di rilanciare Agrigento dopo anni difficilissimi”.

I pilastri dell'eventuale accordo sono già stati messi nero su bianco: “Per noi vengono prima: l'acqua pubblica e la crisi idrica; la legalità negli appalti; il controllo della spesa pubblica; il rilancio economico e turistico della città; la gestione trasparente delle partecipate; il decoro urbano; la tutela dei quartieri popolari e delle fasce più deboli”. Un elenco di priorità che, secondo il leader civico, impone un pragmatismo governativo: “I progetti però si possono realizzare soltanto se si è dentro le stanze del governo della città. Da fuori si denuncia. Da fuori si combatte. Da fuori si controlla. Ed io questo l'ho fatto per anni praticamente da solo. Ma Agrigento oggi non può permettersi altri cinque anni di strazio amministrativo, immobilismo, guerre politiche e occasioni perdute”.

Infine, Di Rosa mette sul piatto il peso aritmetico di una possibile intesa per blindare il consiglio comunale ed evitare i classici franchi tiratori: “Esiste poi un dato politico che non può essere ignorato e che impone senso di responsabilità a tutti. Un eventuale accordo amministrativo consentirebbe infatti di avere una maggioranza stabile di 15 consiglieri comunali su 24, elemento fondamentale per garantire governabilità, approvazione degli atti strategici e possibilità concreta di realizzare un programma di cambiamento vero senza ricatti politici o giochi di palazzo”. La decisione finale, in ogni caso, passerà dal voto della sua base: “Noi continueremo a confrontarci con serenità e responsabilità, ascoltando il nostro popolo, i nostri sostenitori e soprattutto la città. Qualunque decisione verrà assunta sarà presa esclusivamente nell'interesse di Agrigento e nel rispetto dei 3.546 cittadini che hanno scelto Giuseppe Di Rosa non per appartenenza politica, ma per credibilità, coerenza e amore verso questa città”.