la guerra dell'acqua
Crisi idrica ad Agrigento, Savarino attacca Siciliacque: "Vada incontro al territorio"
Apprezzamento per il tavolo urgente convocato dal collega Colianni. La strigliata della titolare del Territorio: "Spiace che il gestore privato non comprenda gli sforzi delle istituzioni pubbliche"
Il guanto di sfida sul controllo e la distribuzione della risorsa idrica in provincia di Agrigento è lanciato, e il governo dell'isola ha deciso di schierarsi senza mezzi termini al fianco dei Comuni. Subito dopo la formale diffida notificata dall'Azienda idrica dei Comuni agrigentini (Aica) nei confronti del fornitore del sovrambito, l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, interviene con durezza sulla gestione dell'emergenza estiva, blindando la cabina di regia aperta a Palermo.
«Ringrazio l’assessore Francesco Colianni per essersi fatto promotore di un ulteriore tavolo di confronto tra Aica e Siciliacqua, nell’esclusivo interesse del territorio agrigentino», ha esordito Savarino, legittimando politicamente il vertice d'urgenza fissato in assessorato all'Energia per sbloccare i flussi idrici ed evitare che la crisi sfoci in un catastrofico blocco dei servizi.
La titolare dell'Ambiente ha poi voluto rivendicare l'enorme sforzo finanziario messo in campo dalla presidenza per ammodernare un'infrastruttura storicamente colabrodo: «Il governo regionale, come dimostrano i fatti, sta investendo ingenti risorse per il potenziamento di invasi, reti idriche, collettori e dissalatori, con l’obiettivo di colmare ritardi strutturali che la provincia sconta da decenni».
Proprio alla luce di questi cantieri pubblici, l'atteggiamento della governance del sovrambito privato viene bollato come sordo e inadeguato rispetto al dramma patito dai residenti della terra dei templi. «Proprio per questo – attacca frontalmente l'esponente della giunta Schifani – spiace constatare come Siciliacqua non sembri comprendere fino in fondo lo sforzo messo in campo dalle istituzioni pubbliche, auspico che vada incontro alle esigenze del territorio».
Il finale dell'intervento dell'assessore Savarino suona come un vero e proprio ultimatum politico in vista del faccia a faccia di giovedì prossimo: «In una fase così delicata è necessario che tutti i soggetti coinvolti collaborino con senso di responsabilità per garantire ai cittadini un servizio efficiente e adeguato». La linea della Regione Siciliana è tracciata: la burocrazia e i profitti societari devono fare un passo indietro davanti al diritto fondamentale all'acqua.