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Sciacca, il sindaco Termine alza la voce: "Subito il nuovo direttore generale dell'Asp, fuori la politica dalle nomine"

Il primo cittadino lancia l'allarme sulla mancanza di un interlocutore per il territorio. Forti timori anche per il possibile trasferimento di personale verso le Case della Comunità

15 Giugno 2026, 16:31

16:41

Clima teso in Municipio, chieste le dimissioni del sindaco Termine

Fabio Termine

Una poltrona vuota che rischia di far sprofondare l'ospedale di Sciacca nel caos più totale. Le recenti dimissioni del direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento hanno aperto una voragine nei vertici della sanità agrigentina, innescando la durissima reazione del sindaco di Sciacca, Fabio Termine. Dal palazzo municipale parte un ultimatum senza mezzi termini indirizzato direttamente al Governo della Regione Siciliana: serve una nomina immediata, autorevole e, soprattutto, slegata dalle vecchie logiche di spartizione partitica.

Il presidio ospedaliero saccense, già storicamente gravato da pesanti criticità strutturali, si trova oggi in una fase estremamente delicata. Senza un interlocutore ufficiale e pienamente legittimato, ogni tentativo di confronto con il territorio e di risoluzione delle emergenze rischia di rimanere lettera morta.

«La sanità del territorio non può più aspettare» – tuona il primo cittadino Fabio Termine –. «È necessario imprimere un'accelerazione al processo di nomina, individuando una figura competente e di alto profilo manageriale. Dopo quanto emerso negli ultimi mesi, il Governo regionale deve procedere con la massima trasparenza. La scelta del nuovo vertice dell'Asp deve basarsi esclusivamente sul merito e sulla capacità di garantire una gestione efficace della sanità pubblica, senza cedere a logiche politiche».

A incendiare ulteriormente il clima sono alcune indiscrezioni che filtrano dalle corsie e che destano forte apprensione tra i corridoi del Comune e della sanità locale. Si fa sempre più concreta, infatti, l'ipotesi del possibile impiego di personale medico e infermieristico dell'ospedale di Sciacca per coprire i turni presso le neonate Case di Comunità. Una manovra che il territorio respinge con fermezza e che alimenterebbe un cortocircuito pericoloso all'interno di una struttura che già soffre di una cronica e drammatica carenza di organico.

La richiesta della comunità locale, dei medici in prima linea e delle amministrazioni del comprensorio è univoca: stop ai ritardi istituzionali. Sciacca pretende una guida stabile, risposte chiare e una programmazione a lungo termine capace di difendere il diritto alla salute e far ripartire il rilancio di un ospedale ridotto ormai allo stremo.