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Approvata la relazione del senatore vittoriese Sallemi sullo scioglimento dei consigli comunali a causa di infiltrazioni mafiose
"Maggiori tutele per amministratori e comunità mantenendo comunque uno strumento importante per gli enti locali"
La Commissione parlamentare Antimafia, riunitasi oggi in seduta plenaria, ha approvato a larga maggioranza la relazione conclusiva del III Comitato, presieduto dal senatore di Fratelli d’Italia Salvo Sallemi e dedicato alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali.
Al centro dei lavori, la disciplina sul scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. A darne notizia è lo stesso Sallemi:
“La relazione è il frutto di oltre due anni di lavoro, avviato nel marzo 2024, e di un ampio ciclo di audizioni che ha coinvolto prefetti, magistrati, accademici, rappresentanti delle istituzioni, ANCI e altre associazioni di categoria, oltre a numerosi amministratori ed ex amministratori locali. Obiettivo del Comitato è stato verificare, a quarant'anni dalla sua introduzione, l'efficacia dell'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali, la norma che disciplina lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose”.
“Dal 1991 a oggi sono 291 i Comuni sciolti per condizionamento mafioso, un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato non più solo il Mezzogiorno, ma anche numerosi enti del Centro e del Nord Italia. Il dato delle recidive – che riguarda oltre un Comune su quattro tra quelli già sciolti – ha convinto il Comitato che il solo commissariamento non basta più e che serve affiancarlo a strumenti capaci di prevenire nuove infiltrazioni”, aggiunge il presidente del III Comitato.
Nella relazione approvata vengono avanzate proposte di riforma tese a rendere l’istituto più chiaro e uniforme sul territorio, a partire da presupposti più definiti per lo scioglimento, così da ridurre le incertezze interpretative. Tra i punti indicati, l’introduzione del contraddittorio procedimentale, con la possibilità per gli amministratori coinvolti di essere ascoltati e l’obbligo, per l’autorità procedente, di una motivazione rafforzata.
“Si propone inoltre la decadenza individuale del singolo consigliere responsabile nei casi in cui il coinvolgimento riguardi una persona sola, per evitare, quando possibile, lo scioglimento dell'intero consiglio comunale e salvaguardare la rappresentanza democratica e un coordinamento con il decreto legislativo n. 235 del 2012 sull'incandidabilità, per eliminare le incongruenze che oggi consentono a soggetti dichiarati incandidabili di ricoprire incarichi di governo locale o nazionale”, precisa Sallemi.
Il senatore sottolinea infine che “la relazione presentata non mette in discussione la legittimità e il valore strategico dello scioglimento dei Comuni per mafia, che resta uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. L'obiettivo delle modifiche è renderlo più moderno, più efficace e più equilibrato”.
Sallemi ringrazia la presidente della Commissione Chiara Colosimo, i componenti del III Comitato e i consulenti che hanno contribuito ai lavori, “e nello specifico il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dott.ssa Fabiola Furnari, il Colonnello della Guardia di Finanza Tommaso Solazzo, l'Avvocato e Dottore di Ricerca Andrea Nicosia”.
Il percorso ora proseguirà nelle aule parlamentari.