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Emergenza Maddalusa, Di Rosa incalza Sodano: "Niente sceneggiate, due autobotti fisse per i residenti"
Il leader civico propone di posizionare i mezzi della Protezione Civile alla bretella d'accesso: "Acqua alle persone, non agli immobili"
La crisi idrica nel quartiere agrigentino di Maddalusa riaccende i riflettori su un nodo spinoso e mai risolto: il corto circuito tra l'emergenza umanitaria per la carenza d'acqua e i vincoli di legge legati alle abitazioni prive di regolarità edilizia. Sul tema torna a farsi sentire Giuseppe Di Rosa, presidente del movimento civico "Mani Libere" ed ex candidato sindaco di Agrigento, che rivolge un attacco diretto all'amministrazione guidata da Michele Sodano.
La polemica nasce dall'impossibilità legale di effettuare allacciamenti o rifornimenti diretti ad immobili non in regola. Un ostacolo normativo che, secondo Di Rosa, non può però trasformarsi in un alibi per negare i beni primari alla popolazione. Dure le sue parole contro la gestione della crisi: le gare di solidarietà e le consegne di cestini di acqua minerale in bottiglia vengono liquidate come mere «sceneggiate» o iniziative simboliche. «Alle famiglie non manca la spesa, manca l'acqua per lavarsi, cucinare e pulire le case. È una questione di dignità», dichiara il leader civico.
Per aggirare l'empasse dell'abusivismo senza violare il quadro normativo, Di Rosa propone una soluzione di emergenza: posizionare in modo permanente una o due autobotti della Protezione Civile lungo la bretella d'accesso a Maddalusa, nei pressi dell'hotel Baglio della Luna, affinché i residenti possano riempire autonomamente i propri bidoni. La distinzione giuridica e concettuale è netta: «Non si tratta di allacciare abusivamente gli immobili né di rifornire le case, ma di erogare l'acqua direttamente alle persone per garantire i requisiti igienico-sanitari minimi». Una via peraltro coerente con la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale per assicurare il quantitativo minimo vitale ai cittadini.
L'affondo di Di Rosa si allarga poi ai presunti paradossi della gestione AICA. Viene richiamato il recente rifornimento autorizzato ad un canile gestito da un'associazione animalista presieduta da un consigliere comunale di maggioranza: pur ribadendo l'importanza di dissetare gli animali, Di Rosa chiede pubblicamente perché le verifiche sui requisiti contrattuali valgano per una struttura per cani e risultino invece un ostacolo insormontabile per famiglie che vivono nello stesso perimetro urbano.
Nel mirino finisce infine il silenzio dell'assessore con delega all'acqua Giuseppe Riccobene, da cui si attendono prese di posizione sulla governance della società idrica. Sullo sfondo resta la vertenza urbanistica legata alla riperimetrazione della zona A della Valle dei Templi con la Regione Siciliana, ma la priorità immediata, conclude Di Rosa, deve rimanere la tutela della salute pubblica: «L'acqua è un diritto della persona e la politica non può nascondersi dietro i cavilli mentre le famiglie restano a secco».