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Commissioni consiliari, caos nel centrodestra: guerra tutti contro tutti per avere le presidenze
Volano gli stracci nell'aula Sollano dopo l'elezione di Giovanni Civiltà. Tra regolamenti di conti post-elettorali e personalismi, manca ancora un accordo condiviso mentre la trattativa resta infuocata
Il clima torrido di questi giorni sembra avere effetto anche sul Consiglio comunale di Agrigento, che si prepara ad un nuovo scontro senza quartiere anche dentro la maggioranza di centrodestra per la distribuzione delle poltrone e delle presidenze all’interno delle commissioni consiliari.
Se, infatti, ad ogni consigliere spetta far parte di almeno una delle 6 commissioni permanenti (Programmazione, sviluppo ed occupazione; Lavori pubblici, urbanistica;
Servizi Sociali, Sanità, Famiglia; Finanze, Bilancio e Patrimonio e Pubblica istruzione, Cultura, Sport, Turismo e infine Affari istituzionali) altro paio di maniche è decidere quale gruppo politico deve essere presente e dove ma, soprattutto, a chi spetta il ruolo di presidente.
Un’alchimia che è sempre stata difficile, anche in tempi di tregua post elettorale tra le varie formazioni in campo, ma che ora appare particolarmente complicata se si considera lo scontro interno al centrodestra (che è maggioranza numerica in aula) dopo la spaccatura del fronte che si è registrata con l’elezione a presidente di Giovanni Civiltà con i soli voti di Mpa e Forza Italia. Il “duopolio” si starebbe preparando a fare ancora una volta la parte del padrone, e questo ha provocato la reazione degli esclusi, cioè Fratelli d’Italia, Lega e Dc, ma anche Pd e Controcorrente, che con il partito della Meloni in aula “Sollano” avevano già trovato un equilibrio precario che aveva portato all’elezione della commissione elettorale, anche questo terreno molto ambito.
La cosa più rilevante, ci dicono gli addetti ai lavori, è che in realtà al momento sul tavolo non c’è nulla, non solo perché il tema delle commissioni non è ancora calendarizzato, ma anche perché un fronte comune solido non c’è, e questo sia a causa di alcuni personalismi sia perché non è ancora finito il regolamento di conti tutto interno al centrodestra.
Ogni cosa, verosimilmente, si deciderà pochi giorni prima se non durante la seduta stessa, segno di che le strategie a lungo termine in questo momento valgono abbastanza poco, almeno fintanto che non si ricuciono le profonde ferite nate in questo mese post elezione persa al ballottaggio con Michele Sodano, come noto.