alta tensione
Porto Empedocle, l'Enel diserta il Consiglio comunale: esplode la bufera sulla sicurezza della centrale
La multinazionale rinvia il confronto a settembre, scatenando l'indignazione di amministratori e cittadini. Il sindaco Calogero Martello chiederà i verbali dei confronti sindacali, mentre la politica locale si appella alla Prefettura
Per capire quale sarà il futuro della Centrale di Porto Empedocle bisognerà attendere. Infatti, ieri mattina i rappresentanti di Enel la multinazionale proprietaria del sito empedoclino non si sono presentati ai lavori del consiglio comunale aperto che erano stati appositamente convocati per discutere degli interventi in atto presso il sito e soprattutto per fare chiarezza sul futuro della Centrale rinviando tutto a settembre quando dovrebbe tenersi un tavolo istituzionale.
Al termine della seduta, il sindaco Calogero Martello si è impegnato a chiedere ad Enel tutta la documentazione relativa ad un incontro che l’azienda ha avuto con i sindacati di categoria per far aprire un tavolo istituzionale di confronto.
“Ieri-scrivono i consiglieri comunali Salvatore Ersini, Gerlando Di Francesco, Antonino Traina, Melania Nuara e Carmelo Sanfilippo - si è consumata una delle pagine più sgradevoli nei rapporti tra Enel e la comunità di Porto Empedocle. I vertici dell’azienda – aggiungono- hanno deciso di non presentarsi. Un’assenza ingiustificabile, pesante come un macigno, che dimostra una totale mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni democratiche locali, dei lavoratori e dei cittadini empedoclini..
L'assenza di Enel al Consiglio Comunale aperto non è solo una sgrammaticatura istituzionale: è la conferma implicita che l'azienda non ha argomenti validi per giustificare i tagli al presidio di sicurezza H24 e il paventato depotenziamento dei controlli in una centrale ad alto rischio operativo.
Prendiamo atto – continuano con profonda amarezza e indignazione che chi per decenni ha utilizzato il territorio empedoclino per produrre profitto, oggi si sottragga al dovere elementare della trasparenza e del rendiconto pubblico. Si preferisce affidare la sicurezza a fredde comunicazioni burocratiche anziché assumersi la responsabilità di spiegare a una comunità come s'intenda garantire la tutela dell'incolumità pubblica e dell'ambiente durante lo smantellamento delle vecchie strutture e la gestione degli impianti turbogas.
Ringraziamo le autorità, gli enti di controllo, le forze sociali i sindacati e i cittadini che hanno partecipato all'assise dimostrando alto senso civico e attaccamento al territorio. Chiederemo – concludono - al Prefetto di Agrigento la convocazione urgente di un tavolo di confronto istituzionale presso la Prefettura, sede nella quale Enel non potrà permettersi di disertare. Pretendiamo risposte chiare, garanzie vincolanti sulla sicurezza e il ripristino di presidi operativi certi a tutela della nostra città”.