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prove d'intesa

Consiglio comunale di Agrigento: tregua armata tra il sindaco Sodano e la maggioranza di centrodestra

Dopo il muro contro muro sulla Tari e lo scioglimento della Fondazione 2025, il primo cittadino e l'aula cercano un patto di non belligeranza per evitare la paralisi amministrativa

20 Settembre 2026, 13:11

13:20

Consiglio comunale di Agrigento: tregua armata tra il sindaco Sodano e la maggioranza di centrodestra

Più che un accordo, o un “inciucio” come qualcuno ha fatto intendere, un patto di non belligeranza. O quantomeno un invito ad abbassare ambo i lati i toni, per evitare che ad ogni azione corrisponda una reazione, spesso “violenta” sul fronte politico. Tutto questo almeno, sulla carta. In Consiglio comunale ad Agrigento va in scena un tentativo di “pacificazione” tra il sindaco Michele Sodano e la maggioranza numerica dell’aula “Sollano”, composta come noto dal centrodestra che ha ottenuto un rilevante voto di lista così come l’oggi primo cittadino ha beneficiato del meccanismo del consenso disgiunto.

Il primo passaggio di questa prova di distensione è avvenuto alcune settimane fa, poco dopo che il Consiglio aveva bocciato in malo modo l’aumento della Tari contestando al sindaco di non aver cercato alcun tipo di confronto con i consiglieri che pure detengono i numeri necessari per approvare – o respingere – gli atti. Il primo cittadino è stato ospitato dalla conferenza dei capigruppo e lì è stato chiarito un concetto: o scegliere, insieme, una strada di collaborazione e condivisione, o andare ad uno scontro netto e quotidiano che di fatto impedirà all’Amministrazione di condurre quasi tutte le attività necessarie.

Sodano, dal canto suo, pur mantenendo la posizione, aveva spiegato di essere pronto ad un confronto puntuale con l’aula. Una linea che è stata manifestata per esempio quando, nei giorni scorsi, con i voti del centrodestra, è stata sciolta la fondazione Agrigento 2025. Seduta durante la quale il primo cittadino è stato richiamato all’ordine da un paio di consiglieri per il proprio riferirsi ripetutamente alle gestioni e alle amministrazioni passate come simbolo di mala amministrazione.

Un’apertura di credito dei consiglieri di opposizione, insomma, che ora avrà un altro banco di prova importante da superare, cioè quello della composizione delle commissioni consiliari permanenti. A fare la parte del leone, chiaramente, è l’asse Forza Italia-Mpa, tanto che a Fratelli d’Italia non è rimasto che dialogare con il Pd per tentare l’ingresso in una delle commissioni più sensibili, cioè quella dedicata al bilancio.

Il quadro è ancora tutto da comporre, e, a ben vedere, anche la “pax” che si sta cercando di raggiungere faticosamente, è ben lontana dall’essere realizzata.