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Dall'arte dei pupi all’Antiquarium: due musei raccontano l’identità di Sortino

Due percorsi tra cultura popolare, archeologia e memoria per scoprire la storia e le tradizioni della città del Miele

12 Ottobre 2026, 14:38

14:40

Dall'arte dei pupi all’Antiquarium: due musei raccontano l’identità di Sortino

Due musei, due percorsi diversi per raccontare la storia e l’identità di Sortino, la città del miele che si trova in provincia di Siracusa. Da una parte il teatro popolare dei pupi e la tradizione di una famiglia di pupari arrivata alla quinta generazione; dall’altra un viaggio nel passato della città, dalle testimonianze di Pantalica fino alla civiltà agropastorale. Sono il Museo dell’Opera dei Pupi e l’Antiquarium del Medioevo, due luoghi della cultura che custodiscono una parte importante del patrimonio cittadino.

Entrambi rientrano nella Rete Musei di Anci Sicilia, un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano.

Il Museo dell’Opera dei Pupi si trova in via Resistenza, all’interno dell’ex carcere di Sortino, e ospita la collezione di pupi utilizzati dal maestro don Ignazio Puglisi (1904-1986), acquisita dall’Amministrazione comunale nel 1990. I Puglisi, pupari da cinque generazioni, rappresentano un esempio della tradizione delle cosiddette "famiglie di opranti". Tra loro, don Ignazio, conosciuto come "il pastaro", è stato uno dei protagonisti della storia dell’Opera dei Pupi a Sortino.

Il museo non conserva soltanto i pupi, ma anche manoscritti dei testi, cartelloni pubblicitari, abiti, armature e scenografie. Un patrimonio che racconta un'arte teatrale popolare nata in Sicilia nella prima metà dell’Ottocento e ispirata ai personaggi della letteratura cavalleresca e medievale.

All’interno della struttura è presente anche un teatrino dove vengono ospitate le rassegne della Compagnia Puglisi di Sortino, oggi guidata da Ignazio Manlio, nipote di don Ignazio Puglisi. Qui è possibile assistere all’"Opra re pupi", con fedeli copie dei pupi originali, alcuni alti fino a un metro e trenta e con un peso che può superare i 30 chili.

Il museo mantiene inoltre una dimensione artigianale grazie al laboratorio curato dal maestro Francesco "Gianfranco" Salonia, che si occupa della costruzione dei pupi, della pittura delle scene e dei cartelloni e della realizzazione dei costumi, oltre ad accompagnare i visitatori nel percorso museale.

"Il Museo dei Pupi - racconta il sindaco di Sortino Vincenzo Parlato - si tratta di una collezione acquistata dal Comune circa 25 anni fa dalla famiglia Puglisi e oggi entrata a pieno titolo nel patrimonio comunale. La struttura rappresenta uno dei più importanti musei monotematici d'Europa dedicati alla scuola catanese dei Pupi e costituisce uno dei luoghi di maggiore interesse per la valorizzazione dell'identità culturale di Sortino. Il museo richiama ogni anno numerosi visitatori e custodisce una tradizione riconosciuta anche dall'Unesco come patrimonio immateriale dell'umanità. Una collezione che, oltre al valore storico e artistico, rappresenta dunque una parte significativa dell'identità immateriale della comunità".

L’altro grande spazio dedicato alla memoria della città è l’Antiquarium del Medioevo, ospitato nell’ex Convento del Carmine. Il museo propone un percorso cronologico che parte dalla preistoria e attraversa le diverse epoche della storia di Sortino.

Tra i reperti esposti ci sono 63 testimonianze provenienti dagli scavi di Pantalica, una delle più importanti aree archeologiche della Sicilia, insieme ai materiali recuperati nell’area dell’antica Sortino, la città distrutta dal terremoto del 1693. Il percorso permette così di conoscere anche le origini degli insediamenti dell’area sortinese, risalenti all’epoca neolitica e sicula.

Una parte dell’esposizione è dedicata alla cultura materiale attraverso la collezione etnoantropologica della famiglia Bruno. Utensili, attrezzi e macchinari raccontano i lavori legati alla pietra, al legno e al ferro e restituiscono uno spaccato della vita quotidiana e dell’economia del territorio.

A rendere più immediata la visita sono anche plastici, disegni e miniature realizzati in scala. Particolarmente significativa è la ricostruzione di una casa contadina, con il forno in pietra, il telaio e i manufatti della tradizione, che permette di entrare idealmente nella vita della comunità rurale di Sortino.

"Diversa, ma altrettanto significativa, la storia dell'Antiquarium - aggiunge il sindaco Parlato -. La maggior parte dei reperti proviene dalla collezione privata di Gioacchino Bruno, messa a disposizione della collettività attraverso un'associazione. Il Comune, attraverso una convenzione, mette a disposizione i locali e sostiene le utenze della struttura. All'interno dell'Antiquarium trovano spazio testimonianze della civiltà contadina e dell'artigianato medievale, insieme a una collezione di reperti provenienti da Pantalica, concessi in comodato d'uso dal Museo Paolo Orsi di Siracusa. Un patrimonio che aggiunge un ulteriore tassello alla narrazione storica del territorio e permette di ricostruire anche l'antico rapporto tra Pantalica e Sortino. Quello che oggi può essere letto come un percorso turistico, un tempo rappresentava infatti un percorso naturalistico attraverso il quale si raggiungeva Sortino partendo dall'area di Pantalica".

Nel giardino dell’ex convento vengono inoltre realizzati laboratori didattici dedicati alla lavorazione della pietra.

Il Museo dei Pupi e l’Antiquarium raccontano quindi due dimensioni della stessa città: la tradizione culturale e teatrale da una parte, la storia archeologica e la memoria della vita quotidiana dall’altra. Due percorsi attraverso i quali Sortino conserva e trasmette alle nuove generazioni il patrimonio costruito nel corso dei secoli.