Il racconto
Il trionfo del Senegal in Coppa d'Africa, ma la finale col Marocco è da film
Tra rigori battuti e sbagliati al 20' minuto di recupero e squadre che hanno abbandonato il campo: finisce un'edizione che resterà nella storia
Il Senegal deve la seconda Coppa d’Africa della sua storia, alzata a Rabat dopo quella del 2021, soprattutto a due protagonisti in maglia verde, al termine di una finale convulsa, interminabile e quasi surreale.
Sadio Mané è stato l’unico a mantenere la freddezza dopo il contestatissimo rigore concesso al Marocco in pieno recupero, mentre Pape Gueye, centrocampista del Villarreal, ha deciso la sfida con un sinistro sotto la traversa al 4’ del primo tempo supplementare.
Se, allo scadere dei tempi regolamentari, i senegalesi avessero obbedito al commissario tecnico Pape Thiaw, che li incitava a lasciare il campo in segno di protesta per il penalty assegnato dall’arbitro congolese Ndala Ngambo — Brahim Díaz a terra per una lieve trattenuta di Malick Diouf nell’area piccola, dopo la revisione al monitor — non solo avrebbero perso a tavolino, ma sarebbero incorsi in pesanti sanzioni.
E, soprattutto, non avrebbero assistito alla conclusione maldestra dello stesso Díaz: dopo quasi venti minuti di concitate proteste, durante i quali Mané si è sgolato per riportare in campo i compagni più riottosi, lo spagnolo si è presentato sul dischetto tentando un goffo "cucchiaio", respinto senza affanni da Edouard Mendy.
Subito dopo è arrivato il fischio che ha mandato le squadre ai supplementari. Rinfrancato, il Senegal ha alzato il ritmo e al 4’ ha gelato i 66.526 spettatori dello stadio Prince Moulay Abdellah: palla da Mané a Idrissa Gana Gueye, filtrante per il suo omonimo Pape Gueye, che ha superato Hakimi e fulminato Bounou con un tiro all’incrocio.
Marocco frastornato, con Díaz immediatamente richiamato in panchina. L’unica vera palla del pari è arrivata nel secondo extra time sulla testa di Aguerd, ma il suo colpo ha centrato la traversa. Epilogo amaro per il Marocco e per i suoi tifosi, che sognavano di sollevare il trofeo per la prima volta dopo cinquant’anni. Sarebbe stato il terzo successo, e certamente il più prestigioso: conquistato in casa, in vista dei Mondiali del 2030 che il Paese nordafricano ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.